AS Roma

Braccio di ferro derby

La Prefettura sposta la gara a lunedì alle 20.45 (in deroga allo stop alle notturne). La Lega invoca il Tar: «Ritirino il provvedimento di rinvio o ci tuteleremo in ogni opportuna sede»

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Gabriele Fasan
13 Maggio 2026 - 07:00

A che ora è la fine del mondo? Cantava così Ligabue nel ’94 sulle note della celebre It’s the End of the World as We Know It (And I Feel Fine) dei R.E.M. ma probabilmente non si riferiva alla telenovela del derby di Roma della stagione 2025-26. Eppure la realtà supera spesso la fantasia, come nel caso della diatriba su data e orario della stracittadina, iniziata per la verità il 6 giugno scorso, quando cioè il cervellone della Lega Serie A che compila un calendario pieno di paletti dimenticò che nel weekend 16-17 maggio 2026 fosse prevista da tempo immemore la finale Atp di Roma. Poi, che ci fossero di mezzo anche una finale di Coppa Italia qualche giorno prima e, volendo, anche delle potenziali finali di coppe europee subito dopo era altra cosa nota. Giusto dello sciopero generale - mezzi pubblici compresi - indetto per lunedì 18 maggio non si poteva sapere, ma certo non servivano le profezie dei Maya per evitare un pasticcio del genere (senza considerare il caos della scorsa stagione per un semplice Roma-Cagliari in concomitanza al Foro Italico di Maratona e rugby...). 

Un colpo di scena dietro l’altro

Le notizie sono tante e confuse. Facciamo ordine: la Lega nella serata di lunedì ha diffuso la programmazione delle partite della Serie A, tutte di domenica, tipo negli Anni 80, ma in orari diversi, distribuiti secondo obiettivi di classifica. Il derby è stato quindi fissato a domenica alle 12.30 (e la contemporaneità delle squadre impegnate nella corsa europea). La decisione di procedere per quella strada è arrivata dopo le parole del Questore di Roma, Roberto Massucci, che, a margine della partenza della Race for the Cure al Circo Massimo, aveva detto: «Premesso che noi siamo attrezzati per gestire qualsiasi cosa, anche eventi difficili in concomitanza, mi sembrerebbe di buon senso non far giocare nello stesso giorno degli Internazionali di tennis, che sono diventati un evento mondiale, un evento altrettanto importante come il derby». 

Nella giornata di ieri la doccia gelata dalla Prefettura, dopo che sembrava finita la telenovela: Alla luce delle valutazioni effettuate in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con particolare riferimento ai profili connessi alla gestione dell’ordine pubblico e della mobilità urbana in concomitanza con un evento di rilevanza mondiale quale gli Internazionali Bnl d’Italia, in corso al Foro Italico, è stato disposto che l’incontro di calcio Roma-Lazio si disputerà nella giornata di lunedì 18 maggio alle ore 20.45». 

Ricordiamo in tal senso anche che solo nell’aprile scorso la Prefettura aveva annunciato uno stop a tempo indeterminato ai derby in notturna allo Stadio Olimpico e che, paradossalmente, nella programmazione delle partite la Lega Serie A aveva tenuto conto di questo “precetto” fissando la gara alle 12.30. Anche considerando l’agitazione del tifo organizzato laziale che resterà fuori dall’impianto con un ritrovo a Ponte Milvio. Sono infatti poco più di 700 i biglietti venduti per il settore ospiti (curva e distinti Nord), mentre lato Roma sono 47 mila le presenze confermate per un praticamente certo ennesimo sold out.

Fermi restando gli orari immutabili del programma del tennis, la Lega che nell’ad De Siervo aveva ricordato l’importanza della contemporaneità di partite con gli stessi obiettivi per «proteggere la regolarità del campionato», non l’ha presa bene e annunciato il ricorso al Tar. Il pronunciamento per un possibile nuovo ribaltone slitterebbe però a domani. Nel frattempo i tifosi di mezza Serie A (sono dieci le squadre impegnate in gare teoricamente in contemporanea) attendono. Con un paradosso che potrebbe portare a uno scenario da “Scherzi a parte”: la situazione meteo, tutt’altro che rosea per le previsioni di domenica, che può far slittare di qualche ora se non di un giorno la finale degli Internazionali. E se slittasse proprio a lunedì? 

La nota della Lega

In serata è poi arrivata la nota della Lega per evidenziare «il compito primario e indefettibile di tutelare la regolarità del campionato stesso, che ha il suo caposaldo nella contemporaneità della disputa delle gare delle ultime due giornate agonistiche». Inoltre la Lega ha posto l’accento sulla «non comprensibile contraddizione» della Prefettura «con la sua stessa affermazione — espressa a inizio stagione sportiva — di non disputare la stracittadina di notte, non tiene in alcun conto che il differimento della gara Roma-Lazio, in una giornata di gare sottoposta al regime della contemporaneità obbligatoria, determina inevitabilmente il differimento di altre quattro gare, che movimentano realisticamente 300.000 tifosi, i quali patiranno le intuibili conseguenze logistiche ed economiche della decisione presa». La Lega ha anche attaccato le autorità che con il loro dispositivo  lascerebbero «intravedere il timore di non essere in condizioni di poter gestire nel medesimo tempo le due manifestazioni», e fatto riferimento alla quiete dimostrata sabato scorso nella contemporaneità tra gli Internazionali e la gara di campionato Lazio-Inter. Lega che aveva già “ceduto”, ponendo il derby e tutte le altre gare contemporanee alle 12.30, certo non ideale «in termini di audience del prodotto».

Poi la chiosa «Questa tendenza interventista delle Prefetture e delle Questure, che modificano i calendari delle partite a proprio piacimento disinteressandosi dei problemi generati ai tifosi di casa e a quelli che viaggiano in trasferta, ai club, ai calciatori, alle tv nazionali e internazionali che hanno già programmato la messa in onda delle gare, rappresenta un precedente estremamente pericoloso per la credibilità del sistema italiano nel gestire l’organizzazione di eventi nel nostro Paese». E l’invito «a revocare il provvedimento di rinvio che, se anche risolve le presunte criticità romane (ma non è così, quanto meno perché è già noto che per lunedì 18 maggio è stata dichiarata una giornata di sciopero dei trasporti), lo fa al prezzo di nuove tensioni connesse alle altre quattro gare rinviate». 

Infine la “minaccia” di un braccio di ferro con diversi strascichi, nel quale il tempo stringe davvero: «Diversamente, la Lega sarà costretta a reagire in ogni opportuna sede a tutela della competizione, degli interessi dei tifosi romani e del nostro campionato, nonché del nostro prodotto che, attraverso la mutualità, genera le risorse per il sostegno a tutti i livelli del calcio».

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