AS Roma

Riaggressione prima e finalizzazione poi: il manifesto del calcio targato Gasperini

Il primo gol di Malen col Parma è la rappresentazione dell'ideale del tecnico: pressione uomo su uomo, riconquistare il pallone e puntare la porta nel minor tempo possibile

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Rinaldo Boccardelli
13 Maggio 2026 - 08:00

Una volta si chiamava contropiede corto, prima ancora neanche si chiamava, era semplicemente un giocatore che perdeva palla nella propria trequarti e dava agli avversari la possibilità di andare in porta in pochi secondi. Ora la definizione è riaggressione, figlia di un pressing alto. Il primo gol di Malen in Parma-Roma è una sorta di manifesto del gioco di Gasperini. Pressione uomo su uomo a tutto campo e, una volta riconquistato il pallone, puntare la porta avversaria nel minor tempo possibile. Certo, se poi hai un Dybala che ti assiste con un preciso tocco di prima e se hai un Malen che controlla in corsa di sinistro e mette in gol di destro, il tutto in un amen, beh, la cosa diventa molto più semplice e gratificante.

Riaggressione e via verso la porta. Chi di spada ferisce… Nel senso che anche il pareggio di Strefezza scaturisce dallo stesso teorema tattico. Con la sensibile compartecipazione di Hermoso, Koné e degli altri che poi non sono riusciti a fermare il folletto parmigiano. In un calcio sempre più alla ricerca di spazi vitali e di giocatori rapidi oltre che bravi tecnicamente, la riconquista alta del pallone è diventata un aspetto molto importante. Naturalmente  è un aspetto da allenare, sia come posizionamento in campo di tutta la squadra, sia a livello mentale. Nel senso che tutti gli undici in campo devono essere molto convinti di dare una pressione molto alta e devono farlo anche senza tralasciare le distanze tra i reparti e le marcature preventive. 

Perché se la squadra avversaria riesce a eludere il pressing, trova a sua volta il campo spalancato. Con l’unica differenza che non sei così vicino alla porta. Riaggredire e finalizzare. Sembra facile ma non lo è. Tra l’altro devi avere in campo giocatori che si completano a vicenda. 

In questo senso l’accoppiata Dybala-Malen sembra una sorta di ciliegina sulla torta. C’è un nesso tempo-spazio sia quando vai a contrasto e riconquisti il pallone, sia nella trasformazione dello stesso in una chiara occasione da gol, che è imprescindibile. Ma quando tutto funziona, le probabilità di segnare sono altissime. Come non farsi prendere in castagna e perdere palla nella propria metà campo? Due scuole di pensiero. Il palleggio esasperato, con estrema fiducia di tecnico e giocatori nella qualità di piede e di pensiero dei propri giocatori, oppure l’antidoto più vecchio ma più sicuro del lancio lungo a scavalcare giocatori in agguato. Ma così, abbastanza banalmente, quasi sempre riconsegni palla all’avversario, anche se a molti metri dal tuo portiere. Ma questo è un altro discorso.

* Giornalista professionista
Allenatore Uefa B

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