Var & eventuali

Chiffi senza decisioni e semmai sbagliate. Le tv buoniste, Cuesta confuso e furioso

Succede di tutto a Parma, ma è la narrazione a far la differenza. Proviamo a mettere ordine sulla prestazione di Chiffi in campo e dei suoi collaboratori ai monitor di Lissone

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Gabriele Fasan
10 Maggio 2026 - 22:55

Succede di tutto a Parma, ma è la narrazione a far la differenza. Proviamo a mettere ordine sulla prestazione di Chiffi in campo e dei suoi collaboratori ai monitor di Lissone.
Soprassedendo solo per brevità sulla spintarella in piena area di Circati su Dybala dopo pochi minuti, al 9’ la Roma passa in vantaggio con Malen: l’olandese parte a centrocampo sul filo del fuorigioco sul lancio di Mancini, il replay col disegnino per i comuni mortali arriva solo all’intervallo e resta il dubbio che Valenti lo tenga in gioco, ma la rete è annullata in pochissimi secondi. 

Al 19’ l’episodio più dubbio del primo tempo: Dybala serve Mancini in area, il romanista entra contemporaneamente a Valenti sul pallone. Chiffi non rileva nulla, oggettivamente non è semplice, ma ci mette poca personalità (è in buona posizione). Il check stavolta è più lungo ma il Var Mazzoleni non cede: non è rigore perché, mentre scalcia Mancini, Valenti tocca anche il pallone. Elemento che non scagiona il parmense, ma di fatto è il “comma” (cit.) che consente agli arbitri di interpretare ad libitum. Al 36’ Nicolussi Caviglia viene graziato dal giallo per un fallo netto su Koné: imprudenza. 

Nella ripresa, dopo il cartellino giallo rimediato da Strefezza che si toglie tutto dopo il gol, quasi anche il gps, arriva al 10’ il gol di Pellegrino del 2-1 annullato per fuorigioco: chiara la dinamica con Troilo nell’area piccola davanti a Svilar che si abbassa e quindi disturba (la procedura vorrebbe l’on field reviwe ma il gol viene annullato da Lissone, decisione sacrosanta). Al 19’ ammonito Troilo per trattenuta su Malen e al 30’ è bravo Venturino a costringere al giallo Britschgi. Poi il clou finale: al 4’ di recupero  la Roma pareggia con Rensch. Cuesta e compagni, frustrati dal pari, chiedono un braccio di Mancini che sembra più un fianco, ma comunque non sarebbe punibile (in caduta a terra). Meno che mai  c’è immediatezza perché a segnare non è Mancio.

Poi al 6’ di recupero succede l’insperato: Rensch imbeccato ancora da un cross morbido di Dybala da una parte all’altra dell’area è in vantaggio su Britschgi, prende posizione, inizia la trattenuta dello svizzero che non pensa al pallone (c’è anche un braccio di Rensch, per divincolarsi) e stende l’olandese con una cintura prolungata. Chiffi si perde e dà il fallo in attacco... Stavolta è solare e Mazzoleni non può esimersi dal richiamarlo al monitor: calcio di rigore e seconda ammonizione, per comportamento antisportivo (niente depenalizzazione).
Nessun dubbio, quindi, lo diciamo a beneficio del cerchiobottismo mainstream e delle domande piumate dei vari cronisti agli allenatori. Solo diversi errori, ancora una volta potenzialmente decisivi (in negativo) per la Roma di Gasp. La domanda che resta è Cuesta. Nel senso: il tecnico furioso ai microfoni chiede un fallo su Pellegrino a centrocampo, ma per farci cosa? Pensi a giocare un’altra grande gara contro il Como, piuttosto.

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