Il nuovo equilibrio della Roma: c'è una chiave nascosta oltre Malen
Finalmente numeri "da Gasp" anche per il reparto arretrato. Giallorossi secondi dopo l'Inter in Serie A per le reti provenienti dalla difesa e dagli esterni di centrocampo
(GETTY IMAGES)
Seguire il flusso, trust the process. Fidarsi ciecamente del lavoro di Gasperini è un po' il concetto espresso da Gianluca Mancini dopo la vittoria contro la Fiorentina: concentrazione completamente focalizzata su un unico obiettivo fin dal primo giorno. Crescere, migliorarsi, ottenere i risultati. Nonostante cali mentali e/o fisiologici pur facilmente prevedibili nell'arco di una stagione. I valori e i principi a Trigoria sono però rimasti sempre intatti, il miglior modo di raccogliere i frutti seminati anche a distanza di tempo.
Alla base di tutto c'è la fiducia nel lasciarsi trasportare verso altri lidi, magari ancora sconosciuti. Un processo impegnativo, forse un po' tardivo, ma che ha preso sempre più forma negli ultimi mesi. Il mutamento più evidente riguarda il reparto difensivo: se nella prima parte di stagione il fortino (costruito prima con Ranieri) continuava a rappresentare il punto forte della squadra, la carestia di gol non si limitava solo agli attaccanti, ma anche ai difensori centrali e agli esterni di centrocampo. Un valore aggiunto che caratterizza da sempre le squadre di Gasp.
L'arrivo di Malen ha poi scombussolato gli equilibri. In tutti i sensi possibili. Più gol segnati, ma anche una solidità difensiva sfumata all'improvviso. La metamorfosi è appena abbozzata, ma nonostante il periodo gennaio-marzo quasi destabilizzante tra infortuni e difficoltà, un primo squillo arriva dai gol di Wesley (che, a dir la verità, è sempre stato l'unico a fornire bonus fin da agosto, alzando in maniera decisiva il dato con 5 reti) e soprattutto Ndicka (che vive la stagione più prolifica della sua carriera). Il bozzolo è poi sbocciato definitivamente a primavera inoltrata: arrivano anche i gol di Mancini ed Hermoso ad arricchire un bottino che, in Serie A, recita 14 reti (19 i gol complessivi in stagione) provenienti da difensori ed esterni di centrocampo. Solo l'Inter è superiore alla Roma tra le prime 6 squadre in classifica.
Ma non solo. Anche Svilar è tornato a respirare: nelle ultime 4 partite, sono 3 i clean sheets, arrivando a 16 totali. Un numero che non conferma solo la Roma tra le migliori difese dei 5 maggiori campionati europei, ma anche un netto recupero di quell'equilibrio che sembrava perso. E che, in virtù delle ultime 3 partite della stagione, non può che aggiungersi alla metamorfosi ormai concretizzata della difesa. Una trasformazione potenzialmente importante per il futuro, ma certamente significativa anche per questo rush finale.
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