Sta finendo anche questa settimana, ma l'America è sempre più lontana. Tutta colpa di Losanna. A prima vista il collegamento geografico pare un po' ardito e in effetti lo sarebbe, se non ci fosse di mezzo la Uefa, il Milan, due sentenze ancora da emettere e di conseguenza la prossima Europa League ancora da delineare. Preliminari e gironi. Come corollario, anche la tournée americana della Roma. Ma prima di qualsiasi sanzione ai danni dei rossoneri, compresa la possibile esclusione dalle coppe, dovrà pronunciarsi il Tas. In data ancora da stabilirsi. Una serie di eventi concatenati fra loro, che avranno come effetto quasi immediato il cambio di programmi in casa giallorossa.

Procediamo con ordine. Lo scorso aprile la Uefa ha deferito il Milan per violazione del fair play finanziario, in riferimento al bilancio presentato nel giugno del 2018. Il club rossonero aveva subito procedimenti analoghi anche l'anno precedente - per i passivi relativi al triennio dal 2015 al 2017 - rimediando anche l'esclusione dalle coppe europee. Procedimento poi bloccato dal ricorso del club rossonero al Tas di Losanna, che aveva riammesso i milanesi alla competizione. Il passaggio della società dalla propietà cinese al fondo Elliot non ha però portato sensibili miglioramenti nei conti, che hanno chiuso a giugno scorso con un rosso di 126 milioni, ovvero quattro volte in più di quanto consentito dai parametri imposti dal Fpf. Da lì è scattato il nuovo deferimento in primavera, tutto mentre sul Milan pendeva ancora la precedente decisione della federazione internazionale, che avrebbe imposto il pareggio di bilancio entro il 2021. Una data giudicata troppo vicina dal club, che ha annunciato un nuovo ricorso al tribunale dello sport. Nello specifico, quello che da ieri ha ritardato la sentenza della Uefa, che per pronunciarsi su possibili sanzioni dovrà attendere la sentenza del Tas.

I tempi sono ancora incerti. Quello che appare già evidente è che la possibile esclusione dei rossoneri dalle coppe non arriverà in questi primi giorni di giugno, come previsto in un primo momento. La prima ripercussione indiretta sulla Roma sarà di prosecuzione dell'incertezza rispetto agli impegni estivi. Partendo da quelli non ufficiali: la tournée negli Stati Uniti e la conseguente partecipazione all'International Champions Cup è a rischio, per evidenti ragioni temporali. Proprio i giallorossi avrebbero aperto il torneo (il condizionale a questo punto è d'obbligo) contro il Chivas Guadalajara il 17 luglio a Bridgeview. Prevedendo la partenza per l'America almeno due giorni prima del match d'esordio, vuol dire che la squadra si sarebbe radunata ai primi di luglio a Trigoria, per muoversi dopo una settimana circa di lavoro.

Adesso però, con l'ipotesi preliminari di Europa League ancora in piedi, la trasferta intercontinentale si allontana. O meglio: più le decisioni sul Milan tardano, più l'organizzazione diventa complessa. Non esiste una deadline già fissata, ma gli organizzatori americani sono già stati allertati; così come il sindaco di Pinzolo, che dopo qualche estate tornerebbe a ospitare un ritiro della Roma. A Trigoria sono ancora in piedi tutte e tre le ipotesi per l'estate che sta per cominciare: tournée americana; ritiro romano nella struttura di casa; e Trentino, se il nuovo tecnico preferisse gli allenamenti in montagna. Ma il tempo stringe e la nuova stagione si avvicina.