Gasperini e Nicola, i due self-made men
I due tecnici si sono fatti da soli, partendo dal basso, con tanta gavetta. Nati a pochi chilometri di distanza, hanno in comune le esperienze a Crotone e al Genoa
(GETTY IMAGES)
Una delle principali sliding doors nella carriera di Gian Piero Gasperini vede coinvolto anche Davide Nicola, il tecnico che domani sarà avversario all’Olimpico con la sua Cremonese. I due, Gasp e Nicola, si affrontano per la prima volta da allenatori il 26 settembre 2016: Gian Piero è da poco approdato sulla panchina dell’Atalanta, ma - dopo 3 punti nelle prime 5 giornate - è già sulla graticola, con buona parte della tifoseria bergamasca che ne chiede la testa. In questo clima non esattamente disteso, Gasp si reca a Crotone, proprio lì dove la sua carriera ha preso il via con una promozione dalla C1 alla B e due salvezze consecutive: sulla panchina dei pitagorici siede appunto Davide Nicola, piemontese come Gasp; anche lui di gavetta ne ha fatta tanta, dalla Prima Divisione alla A. Quel giorno non c’è storia: la Dea vince 3-1 e da quel momento in poi diventerà pressoché inarrestabile, al punto da diventare una big a tutti gli effetti del campionato, vincendo anche un’Europa League storica.
Nei nove anni che Gasperini ha trascorso in nerazzurro, Nicola ha allenato sette squadre diverse, spesso con buoni risultati: salva con un miracolo il Crotone nel 2017, salva il Genoa (altra esperienza che condivide con Gasperini) nella stagione interrotta dal Covid; salva la Salernitana che a febbraio 2022 era letteralmente spacciata; salva l’Empoli battendo 2-1 la Roma all’ultima giornata al 91’, quindi ottiene un ottimo 15° posto con il Cagliari. Mentre Gasperini firma con la Roma, lui si accorda con la Cremonese, neopromossa in Serie A ma desiderosa di rimanerci. L’avvio è da favola, con la vittoria sul Milan a San Siro; dopo una partenza-lampo, però, arriva la flessione. Attualmente i grigiorossi hanno 3 punti di vantaggio sulla Fiorentina terzultima, ma di certo il loro condottiero Nicola non si spaventa: è abituato a lottare per mantenere la categoria, e non soltanto per quella, ma anche per cose ben più serie. Nel 2014 ha perso un figlio di 14 anni, Alessandro: dopo aver raggiunto la salvezza col Crotone in maniera miracolosa, Nicola ha attribuito allo spirito di suo figlio - che lo ha guidato dall’alto - quell’impresa.
Non sono solo le esperienze a Crotone e a Genova sponda rossoblù ad accomunare Gasperini e Nicola: entrambi non hanno avuto paura di partire dal basso, facendo tanta gavetta, “sporcandosi le mani”, come si direbbe in questi casi. Sono degli artigiani che cercano di tirare sempre fuori il meglio dai gruppi che hanno a disposizione, spesso riuscendoci. Ma allo stesso tempo sono dei maestri della tattica, sempre desiderosi di giocare, a prescindere dal club che allenano. Il bilancio tra i due vede Gasp ancora imbattuto con il collega: la speranza è che domani le 8 vittorie ottenute finora possano salire a 9.
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