AS Roma

Doppio Malen e il Cagliari viene domato

La Roma si riprende il quarto posto con una doppietta del suo centravanti. Esordio per Zaragoza

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
10 Febbraio 2026 - 06:00

Il temutissimo Cagliari ridotto a sparring partner, la Roma salta con disinvoltura l’ostacolo della 24ª giornata e si ritrova di nuovo al quarto posto della classifica di Serie A, al fianco della Juventus fermata dalla Lazio e a tre punti dal Napoli terzo, prossimo avversario domenica sera al Maradona, in una sfida che già si pregusta prelibata, a maggior ragione se la Roma recupererà qualcuno dei suoi infortunati (per esempio Dybala, Ferguson, Hermoso, Robinio Vaz, magari anche Koné). Ieri col Cagliari non c’è stata mai partita, la Roma ha vinto 2-0 con un gol per tempo segnato dal suo nuovo centravanti di riferimento, Donyell Malen, giunto così al terzo gol in serie A in tre partite. Media niente male(n). Plauso anche alla difesa per l’undicesimo clean sheet e per il dato decisamente rilevante degli appena 14 gol subiti, nessuno ha saputo fare meglio finora.

Nel primo tempo praticamente la Lupa giallorossa ha cominciato dopo pochi secondi ad azzannare gli undici mori sardi e ha mollato la presa solo dopo il duplice fischio di Marcenaro a decretare la fine della frazione: possesso 60% a 40%, tiri totali 10 a 1, xg 0,76 a 0,01, calci d’angolo 5-0, cross 4-0. Bastano i numeri registrati già all’intervallo a spiegare che tipo di partita sia stata sin dalle prime battute, con il bel Cagliari delle ultime giornate di Pisacane ridotto a sparring partner per un’infinita esercitazione di attacco contro difesa, peraltro piuttosto ballerina. I rossoblù, con uno sbiadito completino azzurro, hanno sentito la mancanza di Yerri Mina in difesa, più che degli altri cinque assenti tra centrocampo e attacco (Folorusnho e Deiola, e poi Felici, Belotti e Borrelli): disastroso Dossena, risparmiato del giallo dopo neanche due minuti, al primo evidente sgambetto a Malen, e poi ammonito al 5’, per il secondo brutto fallo peraltro da ultimo uomo (ma la direzione verso la bandierina, e non verso la porta, ha salvato il difensore dal rosso), precari anche Zé Pedro, braccetto di destra (mai aiutato da Palestra, in questo ha ragione Gasperini...), e Rodriguez a sinistra. Male anche Obert sulla fascia sinistra, confusi Adopo e Mazzitelli in mediana a sostegno dell’inconsistente Gaetano, con i promettenti Seba Esposito (classe 2002) e Kilicsoy (2005) lasciati al loro destino davanti e costretti a venirsi a giocare i pochi palloni decenti sulla propria trequarti. Subito in palla invece la Roma, con l’undici scelto da Gasperini con Mancini, Ndicka e Ghilardi a surrogare Hermoso davanti a Svilar, con Cristante e Pisilli (e non El Aynaoui in mezzo al campo), Celik e Wesley esterni, e Soulé e Pellegrini alle spalle di Malen.

Neanche è utile stavolta sapere gli accoppiamenti decisi dal tecnico per la rarissima fase di non possesso, ma li annotiamo solo per cronaca: Mancini si è preso Esposito, Ndicka ha strapazzato Kilicsoy, Ghilardi si è alzato su Adopo, Celik ha preso contatto con Obert mentre Wesley ha annullato Palestra (che ha dato prova del suo talento solo verso la fine della partita, a maglie della Roma allentate), Cristante ha avuto gioco facile su Mazzitelli e Pisilli ha rotto le scatole a Gaetano. Risultato: non c’è mai stata partita. I sardi non hanno vinto alcun duello, a volte hanno solo pareggiato respingendo qualche insidia, ma la partita l’ha fatta solo la Roma. Ha cominciato dopo pochi secondi, già al 2’ Soulé ha raggiunto il fondo e ha crossato forte con la palla che è sfilata davanti alla porta senza che nessuno riuscisse ad intervenire. Al 6’ una bella punizione di Pellegrini è stata deviata di testa da Ndicka di poco sopra la traversa. Al 9’ un corner di Pelle respinto è stato rimesso in area dallo stesso giocatore, bravo Ndicka sul secondo palo a deviarla all’indietro per l’inserimento di Malen che ha calciato forte da posizione defilata, ma si è visto spostare la traiettoria ancora in calcio d’angolo. Al 16’ il Cagliari un po’ in confusione ha rischiato di farsi gol da solo, con un retropassaggio di Rodriguez verso Caprile che per aggiustarsi il pallone se l’è quasi messo in porta ed è riuscito a rinviarlo quando era entrato praticamente per metà, subito dopo Soulé si è spostato il pallone da destra sul sinistro ma ha calciato fuori, mentre al 22’ Pisilli in bello stile da sinistra è rientrato sul destro e ha calciato forte sul primo palo, col tiro neutralizzato da Caprile. Al 25’ il gol che ha spaccato la partita: bello il movimento in rotazione della catena di destra con Mancini in possesso palla, Soulé ad allargarsi sulla destra, Celik a buttarsi centralmente e ad attirare l’attenzione di Rodriguez, e Malen a venire incontro per portarsi dietro Dossena per poi attaccare la profondità assecondato dal taglio di Mancini, ottimo il controllo a seguire e a tenere lontano l’avversario già ammonito, delizioso il pallonetto a superare Caprile proteso in tuffo.

Al 36’ ancora Malen avrebbe potuto anticiparsi la doppietta, con uno stacco poderoso di testa sul secondo palo ad assecondare un bel cross lungo di Cristante, peccato solo per la traiettoria terminata alta oltre la traversa. Al 38’ un’altra percussione romanista con palla scucchiaiata da Cristante per Pisilli, sepolto in un maldestro intervento difensivo da Rodriguez un po’ come capitò nella finale del Mondiale 1982 a Bruno Conti da Briegel. Allora fu dato rigore, poi sbagliato da Cabrini, stavolta neanche il Var ha trovato da eccepire. Al 41’ un altro assist di Pellegrini ha colto stavolta Ghilardi che di testa ha girato fuori di poco.
Seguendo un comportamento ormai abituale, Gasperini non ha sostituito nessuno all’intervallo, ma ha preparato il primo cambio nei primi minuti della ripresa, così ha fatto entrare Zaragoza, all’esordio assoluto, al posto di Pellegrini, dopo 12 minuti dall’inizio del secondo tempo. Al 14’ invece Pisacane ha inserito Sulemana richiamando Mazzitelli, dando qualche impulso in più alla sua linea di centrocampo.

Al 17’ Zaragoza ha crossato da destra con l’esterno del destro, pescando Malen sul secondo palo che ha provato a coordinarsi per segnare con una spettacolare forbice volante, ma non ha preso bene il pallone e lo ha mandato fuori: per l’assist, per gli autori dei gesti e per le modalità della battuta, se avesse segnato sarebbe stata un’azione da copertina dell’anno. Con meno spettacolarità, ma migliore efficacia, l’olandese ha trovato comunque il gol del 2-0 al 20’, deviando nella porta un cross basso di Celik dopo uno splendido sprint del turco su una traiettoria di corsa interna all’area, dall’esterno. Così la partita ha perso di significato almeno dal punto di vista del risultato e nell’abbrivio la Roma ha sfiorato il terzo gol, con una percussione stavolta di Soulé sempre sulla destra, con mancata deviazione di Malen ad un centimetro dalla tripletta. Un minuto dopo Zaragoza ha saltato facilmente il suo avversario e ha tirato in maniera non altrettanto irresistibile in porta. Per cercare l’impresa, ormai assai poco probabile, Pisacane ha provato a dare una svolta all’assetto togliendo i due attaccanti in un colpo solo, inserendo Pavoletti in attacco e Idrissi sulla fascia, alzando contemporaneamente Sulemana.

E ha sfiorato il colpo al primo tentativo, sfruttando uno svarione difensivo proprio di Zaragoza: Palestra ha trovato spazio sulla fascia per la prima volta e se l’è preso tutto, sul cross basso Svilar è intervenuto in tuffo per fermare la traiettoria e Cristante è stato bravo ad anticipare proprio Pavoletti. Il secondo pericolo corso dalla porta di Svilar è stato invece al 34’ per effetto di un tiro improvviso di Ibrahim Sulemana, un gran destro che si è poggiato sulla parte alta della traversa approfittando di un momento di incertezza di mezza difesa romanista che attendeva l’intervento dell’arbitro per poter medicare Celik, rimasto a terra dopo uno scontro di gioco. La terza e ultima occasione è arrivata invece al 38’ su una punizione laterale (ottenuta per un fallo di Zaragoza punito col primo giallo allo spagnolo) battuta da Gaetano, sfilata davanti alla porta di Svilar e deviata in scivolata da Dossena, per fortuna sul fondo. Gasp ha provveduto poi ad effettuare le altre sostituzioni, inserendo El Aynaoui, Venturino e Arena per Cristante, Soulé e Malen, che ha rimediato la prima standing ovation dell’Olimpico. E i neo entrati Venturino (assist) ed El Aynaoui (girata al volo) hanno subito confezionato un’occasione, bloccata da Caprile con qualche difficoltà. Ultimo fuoco di una serata praticamente perfetta e salutata con tanti applausi pure da Francesco Totti, quasi neo dirigente della Roma, sorridente e felice in tribuna accanto al suo amico Candela.

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