"A volte ritornano": era il titolo dato da Stephen King alla sua celebre raccolta di racconti del brivido. Storie di fantasmi che tornano dal passato, un po' come quelli che la Roma si ritroverà di fronte domani sera allo Stadio Olimpico. Non ce ne vogliano i due in questione, se li definiamo fantasmi: il termine è simbolico, e fa riferimento al passato giallorosso di Miralem Pjanic e Wojciech Szczesny. Cinque stagioni a Roma il primo, due (in prestito dall'Arsenal) il secondo: all'ombra del Colosseo hanno condiviso un'annata, la 2015-16, iniziata con Rudi Garcia e terminata con Luciano Spalletti in panchina. I giallorossi chiusero al terzo posto, con molti rimpianti per non aver sostituito prima il tecnico francese, ormai giunto al capolinea.

Quindi, in estate, l'addio di Pjanic: doloroso nelle modalità e per la destinazione. La Juve paga la clausola di 32 milioni e si regala il bosniaco. Il quale, giusto pochi mesi, l'aveva castigata proprio allo Stadio Olimpico. Il 30 agosto 2015 è proprio un calcio di punizione dell'ex Lione a sbloccare la sfida contro i bianconeri alla seconda giornata di campionato: un perfetto tracciante sotto la Sud che non lascia scampo a Buffon. Il raddoppio lo firma il suo amico Edin Dzeko, al primo centro con la maglia della Roma. Szczesny, nel finale, con un miracolo su Bonucci impedisce alla Juve di pareggiare. I giallorossi salgono a 4 punti, i torinesi restano a 0: sembra l'annata giusta per rompere il dominio torinese, invece a fine stagione sarà ancora la Vecchia Signora a festeggiare il quinto tricolore di fila. 

Nel 2017, dopo un biennio a Roma in prestito dall'Arsenal, il portiere polacco viene acquistato dalla Juve. Dal Piemonte Szczesny non ha risparmiato battute al veleno nei confronti della Roma, in particolare nei confronti di Totti («Prendo in giro Pinsoglio dicendogli che ha vinto lo stesso numero di titoli di Totti»). Ma tant'è: il calcio di oggi fa sì che i calciatori, più che delle bandiere, si facciano banderuole, e seguano la direzione del vento. Domani i due saranno di nuovo nell'Olimpico che li ha osannati, ma lo faranno indossando la maglia della storica rivale. E se Mire e Wojciech hanno dimenticato il loro passato, lo stesso si può dire dei tifosi giallorossi: perché i giocatori passano, la Roma resta.

Il giovane Antonio

A difendere i pali della Roma ci sarà invece Antonio Mirante, che alla Juve ha mosso i suoi primi passi: arrivato nell'estate del 2000 dal Sorrento, il portiere viene aggregato alla Primavera bianconera, con la quale si toglie la soddisfazione di vincere anche due Tornei di Viareggio consecutivi (2003 e 2004), con tanto di fascia di capitano al braccio. Quindi l'apprendistato a Crotone e Siena prima del ritorno a Torino. In prima squadra, però, solo sette presenze nel 2006-07 e la cessione alla Samp. Tempi lontani, ma si sa: certi fantasmi, come diceva anche Stephen King, a volte ritornano.