Malattia Antonio Conte. Contagiosa. Con l'effetto indesiderato, almeno da queste parti, di un eventuale no alla Roma. Perché ormai ci si crede sempre di più al suo arrivo a Trigoria. Anche se nella Roma la cautela regna ancora sovrana, nella consapevolezza di aver avviato un discorso importante che sicuramente non è stato rispedito al mittente. Peraltro le parole prima di Totti e poi di Ranieri a proposito di un possibile arrivo dell'ex commissario tecnico della nostra Nazionale, sono state più che una conferma sul fatto che le parti stanno parlando, trattando, immaginando un possibile futuro insieme.

Non si sta ancora chiacchierando di soldi, finora l'argomento non è stato neppure abbozzato, per il semplice motivo che la Roma prima di qualunque altra cosa aspetta il sì al progetto, Champions o non Champions, ben sapendo che nel momento in cui si dovesse passare ad affrontare l'aspetto economico, ci sarà bisogno di una cifra importante, tra i sette i dieci milioni comprendendo una serie di bonus a obiettivo. In questo caso, non sarà un problema.

Avvistamenti e scenari

I più eccitati all'idea Conte, come ti sbagli, sono i tifosi giallorossi che votano compatti Antonio. Non si parla d'altro, la domanda standard è «ma Conte arriva?». Si moltiplicano le chiacchiere a proposito del tecnico, c'è chi ha un amico del portiere dell'allenatore, chi conosce un condomino dello stesso palazzo, chi un ristoratore a Londra dove l'allenatore va sempre a mangiare quando soggiorna nella capitale inglese. E tutto questo, ieri, quando si è diffusa la notizia che Conte sabato era stato visto a Roma, ha portato a credere che fosse un altro esempio della fervida fantasia della gente romanista. Invece, tutto vero.

Conte sul serio nella mattinata di sabato era a Roma, anzi a Fiumicino, aeroporto Leonardo da Vinci, in transito da Brindisi verso Torino dove da anni ha la residenza e dove ieri sera è stato tra gli spettatori di Torino-Milan. Le anticipazioni dei giorni scorsi avevano garantito che Conte ieri sera sarebbe stato presente allo stadio di Lecce per la sfida promozione con il Brescia. Cosa gli ha fatto cambiare idea per andare nella città dove ha ottenuto i suoi primi grandi successi?
La domanda è legittima. E la risposta ha due opzioni.

La prima ha il nome di Gianluca Petrachi. La seconda quello della Juventus. Petrachi è il ds del Torino, grandissimo amico di Conte, un futuro che in molti giurano lo vedrà come nuovo ds della Roma. E aver invitato Conte ad assistere alla sfida tra i granata e il Milan, non sarebbe così particolare, magari pensando pure, prima o dopo la partita, di farsi una chiacchierata sul futuro di entrambi. Meno rassicurante per la Roma, sarebbe invece la seconda opzione, cioè la Juventus. In questo momento un po' tutte le fonti di mercato indicano nella vecchia signora come il pericolo più concreto per la voglia di Conte da parte della Roma.

Perché nonostante le conferme ufficiali di Allegri (anche ieri, ospite da Fabio Fazio a Che tempo che fa ha confermato: «Rimango alla Juve»), i sussurri nei corridoi fanno sapere che in casa Juventus l'idea di cambiare non è stata accantonata del tutto. Del resto l'Allegri furioso che si è visto in tv è stata un'immagine tutt'altro che tranquillizzante. Se davvero la Juve offrisse di nuovo la panchina a Conte, cosa succederebbe? Ricordando come le parti si lasciarono cinque anni fa, il problema non dovrebbe sussistere. Ma nel calcio, si sa, mai dire mai.