Lunedì e martedì prossimi tornerà a riunirsi la Conferenza dei Servizi decisoria sul nuovo Stadio della Roma. Il tutto avverrà con l'approvazione della Valutazione di Impatto Ambientale licenziata venerdì dagli uffici della Regione. Quella Valutazione che, oltre ad essere un documento formalmente e sostanzialmente essenziale per il procedere dell'opera, da molti veniva considerata l'ultimo ostacolo al via libera finale. Un'approvazione però con numerose prescrizioni in merito al trasporto privato e al trasporto pubblico, sia su gomma che su ferro. E veniamo allora nello specifico di queste prescrizioni.

Nel documento approvato dalla regione si legge che è "condizione essenziale imprescindibile per la sussistenza del parere favorevole, sulla situazione viabile di competenza della Città metropolitana di Roma Capitale, la necessità di realizzare un secondo accesso carrabile all'area dello stadio, oltre a quello previsto da Via del Mare/Ostiense, al fine di garantire adeguati livelli di circolazione di area vasta, anche in relazione alla necessità di ridurre le potenziali criticità connesse alla gestione di eventuali scenari di emergenza".

Non si parla specificatamente del Ponte di Traiano, ma il riferimento è evidente. Un riferimento che però non trova particolare riscontro in quanto emerso nello stesso dispositivo che poco prima sottolineava come non emergessero particolari criticità in nessuna delle simulazioni prese in considerazione. Simulazioni che, e di questo vi abbiamo già scritto nelle scorse settimane, prendevano in considerazione tre scenari possibili: uno con il solo Ponte di Traiano, uno con il solo Ponte dei Congressi, uno infine senza nessuno dei due ponti.

Nello specifico si arriva alla conclusione che "ad eccezione degli scenari della mattina feriale, si riscontra una sostanziale equivalenza delle performance di rete tra tutti gli scenari progettuali considerati" e che quindi "i tre assetti infrastrutturali risultano quindi equivalenti in termini trasportistici". Pur notando poi che "per quanto riguarda l'intervallo orario di punta della mattina feriale, tra i tre scenari di progetto esaminati, nello scenario senza i due ponti, si riscontrano gli indicatori di prestazione di rete con i valori più elevati" si arriva comunque al la conclusione che "tali risultati non pregiudicano il funzionamento del nuovo asse". Insomma si afferma che la sola unificazione della Via del Mare con la Via Ostiense basterebbe a garantire il flusso di mezzi privati. Anche per questo nella prescrizione finale non si è potuto fare riferimento diretto ad alcun ponte, ma solo genericamente ad una seconda via di accesso.

Venendo poi alle prescrizioni relative al trasporto pubblico nel documento si legge che "è condizione essenziale imprescindibile la definizione del potenziamento del trasporto pubblico su gomma e su ferro - con specifico riferimento alla ferrovia Roma-Lido destinataria dello specifico contributo a carico del proponente - con sviluppo di soluzioni progettuali specifiche, atte a garantire i flussi e la relativa ripartizione modale, e assistite da un cronoprogramma dei lavori che garantisca la contestualità delle opere". Condizione questa di facile soluzione essendo già stato previsto dai proponenti un contributo di oltre 40 milioni di euro proprio per la Roma-Lido.

Ancora su questo tema la delibera aggiunge che "risulta necessario il potenziamento della Stazione di Tor di Valle" e che per questo è necessaria la "disponibilità di un parco costituito da almeno 18 treni". Investimenti questi non previsti attualmente dal proponente e che troveranno risposta nel già previsto potenziamento della ferrovia ad opera della Regione, di cui però dovrà esserci traccia nella delibera finale della Conferenza dei Servizi. Inoltre la VIA prevede espressamente che "la realizzazione delle infrastrutture viarie previste dall'intervento in argomento, dovrà avvenire prima o, come termine massimo, contestualmente all'esecuzione delle opere in progetto", e molto altro in merito al programma di cantierizzazione, alla gestione del verde, alla gestione dei rifiuti, all'approvvigionamento delle risorse naturali, e alle procedure amministrative da seguire.

Un documento, quello della Valutazione di Impatto Ambientale, che consta, oltre alle 4 pagine del dispositivo vero e proprio, di ben 64 pagine di allegati. Le parole più importanti sono però contenute a pagina 3 del dispositivo, quella "pronuncia di compatibilità" che, pur con le prescrizioni di cui vi abbiamo scritto ed altre ancora, costituisce il primo mattone su cui costruire il nostro stadio.