Ranieri lo ha detto subito: «Fatemi recuperare i pezzi da novanta». Non per cercare alibi ma perché la sua prima Roma schierata contro l'Empoli era davvero una squadra d'emergenza. Non solo per le tante "seconde linee" (almeno nelle memorie difranceschiane), ma anche per le precarie condizioni di alcuni giocatori (Zaniolo in primis). E allora eccoli, un po' per volta i big stanno rientrando. Iniziando da Federico Fazio che nei Ranieri pensieri è un pezzo da novanta, l'ha detto chiaro e tondo il tecnico di San Saba. Vuole rigenerarlo, perché non è possibile che il Comandante si sia perso e sia diventato il giocatore pericolante che abbiamo visto fin qui nella stagione in corso.

Ed è forse proprio Federico il giocatore che più potrà giovarsi della cosiddetta "cura Ranieri". Con una difesa più coperta, o quanto meno protetta. Insicuro, poco presente anche a se stesso, Fazio finora ha confermato quanto di buono fatto nella precedente annata con Di Francesco solo da un punto di vista dell'apporto offensivo (sono 4 le reti in campionato, su 23 presenze in campionato). Oggi sarà al centro della difesa, con Marcano, due volte insieme in stagione dal 1', una proprio con la Spal all'andata e fu una partita da dimenticare. La differenza, però, rispetto alla gara dell'Olimpico, è che è cambiato tutto. Il sistema di Ranieri rispetto a quello di Di Francesco dovrebbe favorire i due centrali a velocità ridotta della rosa della Roma. Oltre a un atteggiamento, che è «più importante del modulo». Che sarà a metà tra il 4-2-3-1 e il 4-4-2, come contro l'Empoli, probabilmente più vicino al secondo, o in maniera più marcata rispetto alla gara con i toscani.

A Ferrara torna anche Edin Dzeko. Uno che sarà pure in un «momento no», come ha ipotizzato Ranieri nella conferenza di insediamento da allenatore della Roma, ma che quanto a prestazioni non ha mai fatto mancare il suo contributo. Edin nella scorsa stagione fu risparmiato al Mazza in vista della semifinale con il Liverpool (turnover per scelta tecnica). In quella occasione la gara fu vinta per 3-0 dai giallorossi, con l'unico gol in trasferta con la maglia della Roma di Schick, che sarà il suo partner oggi là davanti. Si sedette in panchina con Florenzi, con cui aveva sbraitato nella gara precedente in casa col Genoa per una palla che non gli era arrivata nei minuti di recupero e che avrebbe chiuso la partita.

A Ferrara il bosniaco fu protagonista di un siparietto con i tifosi presenti nel settore ospiti: al termine del match i giocatori che sono rimasti in panchina come Dzeko, Florenzi, De Rossi, Jesus e Antonucci si dedicarono a un allenamento sul campo, raccogliendo anche la carica dei tifosi giallorossi presenti a Ferrara. "Dzeko portace in finale", cantò la curva romanista al numero 9. «L'ho sentito il coro», confermò Edin. Il resto è storia, purtroppo. Ma oggi c'è una nuova chance per Dzeko e per la Roma di incrementare il bottino con vista sull'Europa e rosicchiare punti alle milanesi che si incontrano nel derby. I big torneranno a poco a poco tutti a disposizione di Claudio Ranieri.

Si riparte intanto a Ferrara da due di loro, che nel recente passato hanno dato tanto alla Roma e che domani festeggeranno il loro compleanno. Dzeko nell'86 e Fazio nell'87 sono nati ad un anno di distanza nello stesso giorno, sotto il segno dei pesci. Contro i biancazzurri di Emilia-Romagna per loro sarà la prima volta con il nuovo allenatore in panchina. Tanti motivi, allora, per farsi un regalo e farlo a tanti tifosi romanisti, mister incluso.