Punto e virgola

Nagoya-Roma: aspettando Dybala e Wijnaldum

Spazio a tanti giovani che, Tahirovic a parte, hanno faticato a lasciare tracce. Smalling e Ibañez solidi, Abraham ancora in difficoltà

José Mourinho al Toyota Stadium

José Mourinho al Toyota Stadium ((As Roma via Getty Images))

26 Novembre 2022 - 07:00

Mentre dal Qatar arrivavano gli echi dell’emozionante vittoria dell’Iran, la Roma portava a casa un altro clean sheet che però stavolta non conforta granché. La prima amichevole della tournée commerciale giapponese incastrata in questa anomala sosta di campionato è terminata 0-0 lasciando l’impressione più della sfida di fine (o di mezza) gita che una prova di laboratorio utile per il 2023.

Nessuna novità rispetto al sistema di gioco, con tre difensori e cinque centrocampisti di cui uno sempre un po’ più alto, a ridosso delle due punte. Con i quattro-cinque titolari che siamo abituati a vedere sempre in campo (Smalling, Ibañez, El Shaarawy, Matic, Abraham), Mourinho ha dato spazio ad una serie di giovani che inseriti in un complesso che non si muove certo a memoria hanno faticato a lasciare tracce vivide della loro presenza. Hanno cominciato tra i titolari Missori, non pervenuto, Bove, solita generosa presenza, Tahirovic, il migliore di ieri, e Cherubini, buona impressione mischiata a troppa emozione, insieme con due membri della prima squadra che in questa prima fase di stagione non hanno quasi mai trovato spazio, Svilar e Kumbulla. Preoccupa la perdurante involuzione di Tammy, uno che ormai pare giocare anche in amichevole come se corresse su tizzoni ardenti. Rassicura, dall’altro lato, la solida barriera formata da Smalling e Ibañez, assai più incerto l’albanese. 

Nel secondo tempo sono entrati Celik e Shomurodov, destinato a non lasciar rimpianti ora che lascerà il posto a Solbakken, poi Camara e Volpato, ad aumentare il fumo senza tocchi d’arrosto, e infine altri due bimbi, come li chiama Mourinho, Keramitsis e Tripi, in campo giusto per raccontare di esserci stati. Faceva freddo, al Toyota Stadium, e non si poteva tifare perché così stabiliscono le ferree regole anti-Covid locali. Certo la Roma non ha fatto niente per scaldare gli animi dei 13.000 presenti. Lunedì l’ultimo test orientale. Dopodiché altre vacanze e poi ci si ritroverà in Portogallo a preparare le sfide di gennaio, sperando sempre che Mourinho riesca a trarre qualche coniglio dal suo cilindro in attesa di Dybala e Wijnaldum.

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