Tra lunedì e martedì Nemanja Matic sbarcherà nella Capitale per visite mediche e firme con la Roma: il centrocampista serbo sarà il primo rinforzo a disposizione di Mourinho per la stagione 2022-23. L'ufficialità è attesa quindi nella prima metà della prossima settimana, ma di certo il gigante ex Chelsea e Manchester United andrà a riunirsi al suo mentore. Anche perché ieri lo United ha salutato undici giocatori in scadenza di contratto con un comunicato sul suo sito: tra loro, oltre a Pogba, Mata e Cavani, c'è anche il giocatore classe 1988. Che andrà a potenziare il centrocampo, ma non sarà lui il regista tanto agognato: pur sapendo impostare, Matic è infatti un elemento dedito principalmente all'interdizione e al recupero palla, uno schermo davanti alla difesa in grado di garantire centimetri e prestanza fisica, oltre a una cattiveria agonistica di cui la squadra ha bisogno.
Attenzione, però: Nemanja non è uno che si limita al "lavoro sporco", per così dire. Ha un piede mancino educatissimo, che spesso e volentieri utilizza in fase di costruzione, quando si tratta di far uscire il pallone per sviluppare la manovra; offre un appoggio costante a ridosso della trequarti difensiva, ma accompagna l'azione e si adatta alla perfezione sia in un centrocampo a tre, sia nel 4-2-3-1, modulo con il quale Mourinho aveva iniziato la sua avventura romanista. Al netto di quelle che saranno le operazioni in entrata e in uscita relative all'attuale linea mediana, il serbo (vanta 48 presenze e 2 reti con la sua nazionale) può agire con Cristante in un centrocampo a due, oppure fare da vertice basso in una linea a tre. Insomma, un giocatore intelligente, bravo a chiudere le linee di passaggio avversarie e di intercettare il pallone nella metà campo difensiva. Nell'ultima stagione, da quando sulla panchina dei Red Devils si è accomodato Rangnick, ha fatto spesso coppia col brasiliano Fred; più di rado, invece, con McTominay (quando ancora l'allenatore era Solskjaer, che non vedeva granché l'ex Shakhtar Donetsk). Nemanja può quindi essere schierato in coppia con Cristante, oppure a un altro eventuale calciatore con doti più spiccatamente di regia rispetto all'ex atalantino.

Personalità

Alla rosa giallorossa aggiungerà personalità ed esperienza in ambito internazionale, che la Roma perde in parte con l'addio di Mkhitaryan. Ma, mentre l'armeno era un regista offensivo, Matic è l'elemento ideale per potenziare fisicamente la cerniera tra difesa e centrocampo. Nella stagione appena conclusa, Veretout non ha garantito la continuità avuta in passato, mentre il riscatto di Sergio Oliveira (che pure Mou gradirebbe molto) appare improbabile. Nemanja, che in carriera ha disputato 80 partite tra Champions ed Europa League, è il profilo ideale per alzare l'asticella relativa all'esperienza in una squadra molto giovane, che nella stagione appena conclusa (soprattutto in campionato) ha mostrato delle lacune in quest'aspetto. Un giocatore aggressivo, che non tira mai indietro la gamba, abilissimo nel posizionamento in campo e dotato di una grande intelligenza tattica è senza dubbio una guida preziosa per i più giovani, che va ad arricchiere la zona nevralgica del campo. Del resto, se Mou lo ha voluto a ogni costo, qualcosa vorrà pur dire.

Parole al miele

José è l'allenatore sotto la cui gestione Nemanja ha giocato più gare (159, 118 delle quali in Premier League, tra Chelsea e Manchester United); inoltre, nella sua carriera ultra-ventennale, il portoghese ha utilizzato di più soltanto sei giocatori: Ricardo Carvalho, Terry, Lampard, Paulo Ferreira, Cech e Cristiano Ronaldo. Non a caso, lo "Special One", nel momento in cui lo ingaggiava ai Red Devils, diceva: «Matic è un giocatore del Manchester United e di José Mourinho. Rappresenta tutto quello che vogliamo in un calciatore: fedeltà, sostanza, ambizione e gioco di squadra». Un'investitura mica male. Giusto un mese, l'11 maggio, in un'intervista a Sky Sports UK, il portoghese rispondeva così alla domanda su un suo presunto interessamento nell'ingaggio del serbo: «È un giocatore fantastico, un ragazzo che ha la mia fiducia: insieme abbiamo combattuto e vinto. Ma non penso che sia una cosa buona parlare di queste cose». All'orizzonte c'era un finale di stagione tutto da vivere, ma José gettava comunque le basi per l'ingaggio. Parole altrettanto dolci le ha riservate il calciatore al tecnico. «È il miglior allenatore con cui mi sia capitato di lavorare. A volte non è facile, perché ti chiede sempre di più. Nella vita privata è totalmente diverso rispetto a come viene percepito in pubblico: ha tutte le più grandi virtù umane, e non è freddo come lo descrivono i media. Se vinci, è la persona migliore del mondo; se perdi, vuoi nasconderti da lui. Ma è un tecnico straordinario». Un tecnico al quale Matic sta per riunirsi, ancora una volta.