Ha rischiato di perderla, l'ha pareggiata segnando ancora oltre il 90° (7° gol nei minuti di recupero, terzo su tre per El Shaarawy), ha poi rischiato di vincerla (clamoroso lo spreco di Carles Perez in un 5 contro 2 un minuto dopo il pareggio) e alla fine se n'è andata dal Maradona con il rimpianto per non aver preso i tre punti ma anche la soddisfazione per averne preso uno, visto che per un po'si è davvero avuta la sensazione, come ha
detto Mourinho a fine partita, che non venisse neanche concesso il diritto di provare a vincerla. Perché il falletto di Ibañez su Lozano ha avuto bisogno di una revisione al Var (Di Paolo) per essere concesso mentre quello di Meret su Zaniolo al 31° della ripresa è stato lasciato alla valutazione del campo (e quindi di Di Bello) perché il portiere napoletano ha effettivamente deviato il tentativo dell'attaccante romanista, ma poi ha travolto l'avversario sull'impeto quando la palla era ancora lì. E probabilmente Zanoli avrebbe meritato di lasciare il campo dopo un fallaccio a piede teso nel secondo tempo contro Oliveira (poi uscito dolorante) soprattutto dopo essere stato graziato nel primo di un giallo per un altro fallo ad interrompere volontariamente una pericolosa transizione romanista, su cui Di Bello ha invece sorvolato. E invece è stato cacciato dalla panchina Fuzato per proteste ed è stato per lo stesso motivo, ma in un momento diverso, ammonito Zaniolo che era diffidato e quindi salterà la sfida di sabato con l'Inter (Nico è stato incauto nella reazione, ma nello specifico aveva pure ragione).

Conforta in ogni caso la ripresa della Roma, capace di dominare il Napoli fino a costringere Spalletti a rifugiarsi nella difesa a tre, anzi a cinque, mentre Mou aumentava il dispositivo offensivo dei suoi inserendo a mano a mano i suoi uomini più offensivi, come spesso fa quando perde e come spesso succede riaddrizza le partite. Peccato, ma oggi la Roma sembra più forte del Napoli e vedremo in che vesti andrà a San Siro ad affrontare i nerazzurri.


La partita si era messa subito in salita in sostanza per il primo intervento rilevante della partita, quando Lozano è entrato nel lato sinistro della difesa romanista (quello in cui ovviamente si soffre di più per via di certe carenze difensive di Zalewski) ed è stato spostato da Ibañez con un intervento che inizialmente l'arbitro Di Bello ha valutato solo per l'impatto con la parte alta del corpo, e dunque ha ritenuto che il messicano fosse andato giù cercando il fallo più che subendolo, ma poi richiamato al Var quasi un minuto dopo dal collega Di Paolo ha visto anche il piede destro del romanista impattare sul sinistro del napoletano, e dunque ha decretato il rigore che Insigne ha trasformato con freddezza calciando basso rasoterra alla destra di Rui Patricio. La mossa di Lozano alle spalle di Zalewski ad insidiare Ibañez è stata solo una delle scelte di Spalletti, che ha virato sul 433 con Anguissa, Lobotka e il rientrante Fabian Ruiz a centrocampo per non perdere la parità numerica nella zona nevralgica temendo il palleggio dei quattro giocolieri giallorossi, stavolta nella versione meno offensiva, con Mkhitaryan inizialmente in panchina e uno sbadato Oliveira in campo, con Zaniolo ad affiancare Abraham e Pellegrini unico trequarti. L'effetto è stato che la Roma si è spesso sbilanciata sul proprio centrodestra per attaccare, viste le zone preferite da Zaniolo, proprio però in corrispondenza dell'area di competenza di Koulibaly, forse il miglior difensore del mondo, ieri quasi da solo a tenere in piedi il Napoli.

Nel primo tempo la partita è stata povera di episodi, con il possesso tenuto prevalentemente dai padroni di casa, in qualche modo già sazi dal vantaggio presto maturato e quindi mai frenetici nelle loro verticalizzazioni, e la Roma che ha provato lo stesso a giocare forte sulle transizioni, spesso smorzate da Koulibaly nel confronto tutto muscolare con Zaniolo, gravato dal peso della diffida e dunque un po' bloccato nella sua esuberanza. Anche il senegalese rischiava di perdere il confronto successivo, ma un conto è avere l'Empoli in calendario, un conto è l'Inter. E infatti è andato incontro al giallo proprio dopo un doppio dribbling dopo un pallone recuperato. E poi anche Zaniolo è caduto nella trappola e per proteste sarà fermato. L'occasione per pareggiare la Roma l'ha avuta già nel finale di tempo, prima al 39° con una punizione laterale guadagnata da Zalewski (molto meglio davanti che in difesa) e calciata forte a rientrare da Pellegrini, con Osihmen che, preoccupato, ha provato ad alzarla, ma ha colpito la sua traversa, e poi al 47° con un'altra bella infilata di Pellegrini per Karsdorp che però non ha capito in area il movimento di Abraham e l'ha servito sul secondo palo mentre lui arrivava sul primo. La palla è poi sfilata verso Zalewski che è stato steso da Zanoli in scivolata, ma l'arbitro ha fatto curiosamente proseguire mentre il polacco della Roma è rimasto dolorante per il gran colpo subito alla caviglia. E poco prima il giovane terzino destro di Spalletti aveva steso Abraham, ancora graziato.

Nella ripresa Mou si è giocato subito Mkhitaryan togliendo Cristante, già ammonito e quindi a rischio rosso. E Spalletti ha risposto mettendo Zielinski per Lobotka infortunato all'11°, abbassando l'incerto Fabian Ruiz di questi tempi nel ruolo di play. E il Napoli si è spento a poco a poco e ha lasciato le sue iniziative solo ad estemporanee ripartenze culminate con tre tiri da fuori, o lontani dai pali o facile preda per Rui Patricio. E invece la Roma ha cercato in ogni modo il pareggio, sfiorandolo già dopo un'ora di gioco con uno splendido cross di Karsdorp per Abraham, quasi sorpreso dalla bellezza dell'assist: avvitandosi su se stesso l'inglese ha scelto di colpire di testa, senza dare forza alla conclusione, ma avrebbe più facilmente potuto tirare di piede, con altissime probabilità di segnare. Al 21° una punizione tagliata da Pellegrini ha trovato la deviazione di testa di Mancini, fuori misura di poco, e subito dopo una bella combinazione del tridente romanista è stata vanificata da Mario Rui proprio sul più bello, quando Pellegrini stava per battere a rete.

Capita l'antifona Spalletti ha abbassato il baricentro inserendo intanto Demme e Elmas per Fabian e Lozano, mentre Mou ha alzato il suo con Veretout per Oliveira e El Shaarawy per Zalewski. Al 31° l'episodio che ha fatto tanto discutere, con uno sviluppo da Pellegrini a El Shaarawy per Zaniolo che ha calciato in anticipo su Meret in uscita, ma senza la giusta forza, il portiere ha deviato il tiro col braccio, ed è poi finito sul romanista travolgendolo mentre la palla è rimasta lì. I romanisti hanno protestato a lungo invitando l'arbitro alla revisione, nella concitazione Fuzato è stato espulso mentre Mourinho si è limitato a ridere apertamente. Spalletti è passato alla difesa a cinque, Mou si è messo a 4 con ElSha terzino sinistro, con Perez per Mancini e Felix per Zaniolo acciaccato (caviglia), e per paradosso la Roma ha trovato il pareggio proprio allungando la sua linea offensiva, con Pellegrini che ha servito in area, Felix che ha lasciato passare la palla, Abraham che l'ha allungata per il Faraone che ha battuto Meret. E negli ultimi sei minuti del lunghissimo recupero (8) la Roma ha costruito altre tre palle gol, tra cui un clamoroso 5 contro 2 sprecato da Perez. Peccato, ma alla fine bene così.