Dieci anni di differenza, ruoli e storie diversi, ma Nicola Zalewski e Bartosz Bereszynski sono accomunati dalla nazionalità e domenica a Marassi si ritroveranno con ogni probabilità l'uno di fronte all'altro sulla fascia sinistra della Roma, la destra della Sampdoria. Nato a Tivoli da genitori polacchi il giallorosso, nato e cresciuto (anche calcisticamente) a Poznan il blucerchiato; uno (Zalewski) si sta ritagliando uno spazio sempre più importante nello scacchiere di José Mourinho, l'altro (Bereszynski) è un titolare pressoché inamovibile della Sampdoria ormai da cinque stagioni. In nazionale non si sono (ancora) incrociati, perché quando Nicola ha fatto il suo esordio, il 5 settembre scorso, nel 7-1 su San Marino, l'altro non era stato convocato. Ora che il terzino della Samp ha preso parte allo spareggio Mondiale contro la Svezia, il ventenne romanista è stato impegnato con l'Under 21. Quello in programma domenica alle 18 a Marassi sarà dunque il loro primo incrocio in assoluto, e sarà un autentico faccia a faccia, dato che agiranno sulla stessa corsia. Zalewski avrà anche compiti difensivi se - come probabile - verrà confermato dall'inizio: c'è da limitare un Candreva in grande forma quest'anno, ma al 59 Mou chiederà anche il solito lavoro in fase offensiva per creare superiorità numerica.

L'ascesa

Il classe 2002 è l'autentica sorpresa dalle parti di Trigoria, quanto meno per quanto riguarda le ultime settimane: mandato in campo nell'intervallo di Roma-Verona del 19 febbraio, il fantasista ha contribuito in maniera determinante alla rimonta da 0-2 a 2-2 e di fatto, da quel momento, è diventato un titolare in campionato. Nelle seguenti quattro partite di A, è sempre partito dall'inizio. Facendo peraltro benissimo contro Atalanta e Lazio: nel derby ha letteralmente dominato Felipe Anderson, tanto da spingere Sarri a cambiare fascia al brasiliano dopo 30', ma con Pedro le cose non sono cambiate. Nicola è risultato tra i migliori in campo e, dopo il successo, ha festeggiato da romanista vero qual è: diretta Instagram mentre, in auto, canta Mai sola mai di Marco Conidi. Difficile immaginare una maniera migliore per conquistare i tifosi; cosa che peraltro gli è già riuscita benissimo grazie alle sue prestazioni. Mou lo ha protetto dopo le difficoltà avute a Udine, dove Molina e Deulofeu sono riusciti spesso a sfondare: «È stata la stampa di Roma a stroncare un bambino di 20 anni. Se io fossi un allenatore di m...a collasserei sotto la vostra stampa, ma il bambino ha fatto molto bene», ha tuonato lo "Special One" dopo il 3-0 nella stracittadina.
Di fatto, Nicola al momento ha superato nelle gerarchie sia Viña sia El Shaarawy, e con merito. Ma va da sé che dovrà continuare a darsi da fare per conquistare gara dopo gara una maglia da titolare. Dopo i due impegni con l'Under 21 polacca (69' nel 2-2 con i pari categoria di Israele e 45' nell'1-1 con l'Ungheria), il "bambino" è pronto a tornare a disposizione di Mourinho per il rush finale che vede la Roma impegnata su due fronti: avere un'alternativa di prima qualità come Zalewski è un'arma a disposizione del tecnico portoghese. Senza dimenticare che il 59 è un giocatore d'attacco e che quindi, all'occorrenza, potrà tornare utile anche come trequartista (il suo ruolo naturale).

Bereszynski contro i giallorossi (As Roma via Getty Images)

Doppio esordio con la Roma

Dall'altra parte Bartosz Bereszynski, classe 1992, ha debuttato in Serie A proprio contro la Roma e proprio a Marassi: era il 29 gennaio 2017 e la Roma di Spalletti perse 3-2 in rimonta contro i blucerchiati, sulla cui panchina sedeva Giampaolo, tornato di recente. L'esordio assoluto del polacco, però, era arrivato dieci giorni prima, in Coppa Italia. Avversario? La Roma, che in quell'occasione aveva regolato i doriani con un perentorio 4-0 negli ottavi di finale. Zalewski compiva proprio in quei giorni quindici anni, e di certo già sognava di vestire la maglia della Roma a livello professionistico. Domenica, salvo sorprese, giocherà la quattordicesima gara per la sua squadra del cuore.