Un problema atavico, quanto meno negli ultimi anni, e che non riguarda quindi soltanto la Roma di Mourinho: la difficoltà a rimontare da una situazione di iniziale svantaggio attanaglia la Roma da almeno quattro anni, perciò hanno dovuto farci i conti anche Di Francesco, Ranieri e Fonseca prima dello "Special One". Un problema, anche questo, che tira in ballo la componente psicologica, evidenziando le debolezze mentali della rosa raccontate dallo stesso Mourinho dopo la rimonta-choc subita dalla Juventus.
Prendendo in analisi il rendimento dei giallorossi in questa Serie A, il dato è chiaro ed evidente: in otto occasioni Rui Patricio e compagni hanno incassato la prima rete del match, e in sette di queste sono usciti sconfitti. L'unica eccezione è rappresentata proprio dalla trasferta contro il Cagliari, che la Roma si ritroverà di fronte domenica alle 18 allo Stadio Olimpico. In quell'occasione, i sardi erano passati in vantaggio con Pavoletti a inizio ripresa, me le reti di Ibañez e Pellegrini avevano ribaltato il risultato, permettendoci di uscire dalla Sardegna Arena con i tre punti. Per il resto, soltanto ko in campionato: nel derby, contro la Juventus a Torino, il Milan (due volte, sia all'andata sia al ritorno), il Venezia, il Bologna e l'Inter. A proposito della sconfitta del Penzo, va detto che gli uomini di Mou avevano reagito bene al gol a freddo di Caldara: Shomurodov e Abraham erano riusciti a capovolgere gli equilibri, ma l'incomprensibile rigore concesso da Aureliano ai veneti aveva poi permesso ad Aramu di pareggiare. A quel punto, i giallorossi avevano accusato il colpo e incassato il 3-2 definitivo di Okereke. Insomma, le responsabilità non sono soltanto della squadra, ma la difficoltà a rimontare resta evidente.

L'andamento in Europa

Le cose sono andate leggermente meglio in Conference League: nella fase a gironi ci siamo trovati tre volte a dover inseguire e abbiamo raccolto quattro punti, frutto di una vittoria, un pari e una sconfitta. Quest'ultima risale alla disfatta in Norvegia contro il Bodø/Glimt, quando al 20' eravamo già sotto di due gol. La rete di Carles Perez era una semplice illusione di rimonta, poi cancellata dal tracollo nella ripresa. Nella partita di ritorno a Roma siamo stati in grado di rimontare due volte lo svantaggio, strappando un 2-2 che forse - se l'arbitro avesse concesso i due rigori netti a nostro favore - avrebbe potuto essere un successo. L'episodio vittorioso risale invece alla prima gara, quella casalinga contro il Cska Sofia: al gol di Carey dopo 10' rispondeva poco dopo Pellegrini, quindi El Shaarawy ci regalava il vantaggio prima dell'intervallo. Alla fine, il tabellino diceva 5-1 per i giallorossi.

Il recente passato

Come detto, il problema persiste da almeno cinque stagioni: lo testimoniano i numeri, a prescindere da chi fosse l'allenatore in panchina. Nella prima stagione di Di Francesco, quella culminata nella semifinale di Champions League, i giallorossi subirono la prima rete in 16 occasioni: alla fine ottennero solo 3 vittorie (di cui una, quella nel ritorno con il Liverpool, ininfluente), altrettanti pareggi e ben 10 sconfitte. L'anno seguente le cose andarono ancora peggio: tra Difra e Ranieri, furono 19 gli incontri in cui la Roma andò sotto. Soltanto 2 successi (entrambi in campionato, contro Genoa e Frosinone, sempre per 3-2), 4 pareggi e 13 sconfitte. Numeri che evidenziavano già allora la grandissima difficoltà a rialzarsi dopo aver incassato il primo colpo.
Veniamo alla gestione di Paulo Fonseca: nella sua prima stagione in giallorosso, il connazionale di Mou e i suoi uomini andarono sullo 0-1 in 21 circostanze; il bilancio finale fu di 6 vittorie, 3 pareggi e 12 sconfitte. Trend più o meno identico nella scorsa annata: 20 volte siamo andati sotto per primi, ottenendo 5 vittorie (anche qui una ininfluente, nella semifinale di ritorno di Europa League col Manchester United), 4 pareggi e 11 sconfitte.