A volte non serve toccare il cielo. Tantomeno superarlo. Basta andare tre gol sopra il Chievo. Prendere tre punti sacrosanti contro l'ultima in classifica, meglio ancora senza incassare reti e risalire al quarto posto, anche se provvisorio. In una parola: normalità. Quella che tante, troppe volte è mancata alla Roma. In questa stagione ma non solo. Nel bene e purtroppo più spesso nel male.

Se questa squadra facesse sempre il proprio dovere, se riuscisse anche soltanto a ottenere il minimo sindacale richiesto (impegno, concentrazione e vittorie contro squadre meno forti di lei), sarebbe già più che sufficiente. Certo non si tratterebbe di glorie da tramandare ai nipotini davanti al fuoco, ma almeno ci risparmierebbe dalle figuracce subite negli ultimi tempi. E si risparmierebbe sacrosante contestazioni, evitando a tutti qualche incomprensione di troppo che può soltanto nuocere. Prestazioni come quella del Bentegodi servono perché risarciscono dai continui patemi d'animo, dai costanti tremolii, restituiscono agli impegni contro squadre di caratura inferiore il giusto peso e ridanno qualche certezza, dopo che tutto è sembrato sgretolato all'improvviso. Quella col Chievo non è stata una serata da "Friday I'm in love": niente orpelli, nessun fuoco d'artificio, banditi i ghirigori e in pochi si sono scaldati.

Ma è probabile che molti abbiano tirato un sospiro di sollievo al termine della sfida. E sicuramente alla luce della vittoria del Bentegodi, la prestazione di gran lunga più brillante sfoderata contro il Milan meno di una settimana fa assume tutt'altro significato. Azzardiamo: un gruppo che comincia a capire cosa non deve fare. Non è stata casuale la virata di Di Francesco nella conferenza stampa della vigilia, quando ha posto l'accento su una maggiore attenzione alla fase difensiva proprio nelle gare che sulla carta qualcuno potrebbe (ha potuto) colpevolmente sottovalutare. Adesso non si scherza più: i bonus si sono esauriti e la Roma ha tutte le qualità per risalire la china e regalare alla propria gente un finale di stagione degno. Continuare a essere normale, date retta, è l'impresa eccezionale.