È tornato il vero Veretout. Quello pronto a mordere le caviglie degli avversari e a proporsi in avanti con i suoi inserimenti, quello che sembra essere in ogni zona del campo, quello che tocca un'infinità di palloni e ne recupera altrettanti. Insomma, è tornato il Jordan che i tifosi romanisti si erano abituati a vedere in passato: a inizio stagione ad esempio, quando metteva a referto quattro gol e tre assist nelle prime dieci partite dell'era Mourinho. Poi un evidente calo di rendimento, casualmente arrivato in concomitanza con i due calci di rigore sbagliati (contro Juventus e Zorya Luhansk) nell'arco di poco più di un mese: un inedito per il centrocampista francese, fino a quel momento infallibile dal dischetto con la Roma.
Di certo pagava il prezzo dello stakanovismo obbligato: non avendo sostituti all'altezza, Mourinho ha dovuto "spremere" l'ex Fiorentina e Cristante, che però si è fermato per un po' a causa del Covid. Jordan, invece, ha continuato a fare gli straordinari; e - paradossalmente - proprio nel momento di massimo sforzo richiestogli, ha tirato fuori il meglio di sé. Da inizio novembre a oggi, ha saltato soltanto la sfida casalinga contro il Torino per squalifica; nelle altre nove è sempre stato titolare, giocando sempre 90', ad eccezione della trasferta contro il Bologna (nella quale il tecnico lo ha sostituito al 64'). Nonostante la fisiologica stanchezza, Veretout giorno dopo giorno è cresciuto, ritrovando se stesso e risultando tra i migliori in campo contro Cska Sofia, Spezia e Atalanta. Con i liguri, i due gol sono arrivati da altrettanti corner ben battuti dal numero 17: il primo è stato spizzato da Abraham, che ha fatto la torre per Smalling; il secondo lo ha insaccato con un'altra zuccata Ibañez. Vista l'assenza di Pellegrini, il francese si è preso in carico praticamente tutti i calci piazzati a favore, e con ottimi risultati. Anche al Gewiss Stadium, al netto della splendida prestazione, è risultato decisivo con le sue pennellate e le sue verticalizzazioni. Poco prima della mezz'ora ha raccolto l'illuminante tacco di Zaniolo, quindi gli ha restituito il pallone che è valso il ritorno al gol del 22 in Serie A dopo 514 giorni. Nella ripresa, con l'Atalanta sotto di un gol che produceva il massimo sforzo alla ricerca del pari, ha servito un altro assist: stavolta la punizione dalla destra che Chris Smalling ha buttato dentro con una zampata da rapinatore. Altri due assist per Veretout: in campionato ne ha effettuati cinque (è nella top ten generale), tenendo conto della Conference sono sette totali. Il tutto in attesa del ritorno al gol, che gli manca dal 26 settembre.

Il precedente

Domani, salvo sorprese dell'ultima ora, sarà ancora lui a formare la cerniera centrale con Cristante e Mkhitaryan per l'ultimo impegno del 2021. Allo Stadio Olimpico arriva la Sampdoria, alla quale Jordan ha segnato la sua prima doppietta italiana. All'epoca vestiva la maglia della Fiorentina, e il 13 dicembre 2017, negli ottavi di Coppa Italia che si disputarono al Franchi, il centrocampista trasformò due calci di rigore, che permisero ai viola di battere 3-2 i blucerchiati e di accedere quindi al turno successivo. Era la sua prima stagione in Italia, e Veretout lo concludeva con un bottino di 10 gol; l'anno scorso si è migliorato, con 11 centri. Ora la media è leggermente al di sotto rispetto al 2020-21, ma il numero 17 è tornato il mastino capace di agire "box to box", come direbbero gli inglesi: riconquista del pallone, geometrie, inserimenti e calci piazzati. Un vero tesoro ritrovato, che Mourinho vorrà sicuramente sfruttare al meglio delle sue potenzialità.