Tre gol per Sarno domenica col Crotone, due per Satriano, un solo ma il più bello per Claudio Cassano. Ma dietro il 7-0 al Crotone della Roma Under 16, e più in generale dietro la risalita della squadra di Parisi - che aveva iniziato la stagione perdendo 4-0 in casa del Benevento, battuto 7-1 al ritorno - c'è il talento di Alessandro Logrieco da Bari, 16 anni compiuti il 5 gennaio, sbarcato a Trigoria in estate. Ci era venuto già da avversario, lo scorso 24 settembre, con la maglia numero 10 del club pugliese, che andò sotto in avvio di ripresa per un gol di Modugno: Logrieco, con due calci di punizione, ha prima servito Decarne, autore dell'1-1, poi firmato di persona il sorpasso.

Finale 3-1, prima sconfitta stagionale per i 2003 della Roma, che hanno poi concluso la partecipazione al campionato Under 15 uscendo nei quarti contro l'Atalanta. Quando si sono ritrovati in estate, per iniziare la preparazione per il campionato Under 16, Logrieco era con loro. Il nome era ben noto nell'ambiente, visto che era convocato fisso nell'Italia Under 15, ma quella prestazione a Trigoria il suo peso lo ha sicuramente avuto. Tenendo conto che anche Satriano, segnando al Fulvio Bernardini, e facendo subire alla Roma una sconfitta inattesa (1-2 col Crotone, Under 16: era sotto età) si è guadagnato un posto nelle giovanili giallorosse.

Una folta concorrenza

Ma se per il centravanti è stato sufficiente trattare con il club calabrese, prendere Logrieco, che pure era libero a parametro zero, è stato molto più difficile. Perché quando il Bari non si è iscritto al campionato, si è scatenata la caccia ai gioielli del settore giovanile, e Logrieco era il più richiesto. Lo voleva praticamente tutta la serie A - Lazio inclusa - lui ha ristretto il campo a Juventus, Inter, Atalanta e Milan, che lo hanno invitato a visitare le strutture del settore giovanile in cui avrebbe potuto giocare. Lo impressionarono molto quelle dei bianconeri, nuove e all'avanguardia, anche l'Inter aveva le sue carte per chiudere la trattativa: il padre, come molti in Puglia, è un tifoso nerazzurro, e sarebbe stato felicissimo di accompagnarlo a Milano. Ma la Roma ha una bella fama, a livello giovanile: non punta, come tante altre (tra cui proprio l'Inter), su chili e centimetri, preferisce scegliere talento e piedi buoni, a costo di vincere qualche partita in meno, e i più bravi li accompagna direttamente in prima squadra, invece di utilizzarli come merce di scambio. Una volta saputo che il club pugliese aveva problemi a far quadrare i conti, a Trigoria si erano mossi per tempo, arrivando per primi sul giocatore, ben prima di avere la certezza che si svincolasse.

Tre colpi

Lavorando in anticipo, dopo il fallimento del Bari la Roma ne ha presi tre: il centrocampista (ora provato come falso nueve) Vittorio Alberto Agostinelli da Monopoli per i 2002, Logrieco per i 2003, il centravanti Giuseppe Simone per i 2004. Agostinelli - 14 partite e 7 gol - sta andando bene, Logrieco anche meglio. Con tutto che in avvio di stagione ci ha messo un po' per ingranare. Anche per motivazioni tattiche: a Bari, dove tutti giocavano per lui, Logrieco faceva il trequartista, a Roma tutte e tre le Under fanno il 4-3-3, e lui si è dovuto adattare a fare l'interno sinistro di centrocampo. Compiti tattici ben diversi, e all'inizio li ha sofferti: nelle prime 5 partite ne ha fatta una sola dall'inizio, a Crotone, peraltro uscendo nell'intervallo.

Al ritorno, domenica, con la maglia numero 10 sulle spalle, ha fatto vedere tutto il suo repertorio, a partire dal sul colpo migliore, il passaggio filtrante in profondità, spesso dopo aver saltato l'uomo. E quando serve, calcia in porta: i gol li ha sempre fatti, non era da lui chiudere il girone di andata senza andare a segno, come gli è capitato quest'anno. Si è sbloccato alla prima di ritorno, contro il Benevento capolista, domenica ha trovato il secondo: due precise conclusioni dalla distanza. Con l'altro nuovo acquisto, l'ala Cassano, pugliese come lui, sembrano trovarsi a occhi chiusi: hanno entrambi tecnica e talento, Logrieco può vantare anche un fisico longilineo, che può venire su bene con la crescita. L'anno prossimo dovrebbe giocare in Under 17, ma è tutt'altro che esclusa una promozione sotto età in Primavera, come toccato negli ultimi anni a Riccardi e Bouah, e poi a Calafiori e Bamba. Il percorso che viene riservato a quelli che si pensa che un giorno possano arrivare in prima squadra: il barese che voleva mezza Italia è uno di questi.