Daniele De Rossi lascia la Nazionale. Il centrocampista della Roma, dopo la cocente eliminazione nel playoff Mondiale contro la Svezia, ha ufficializzato l'addio alla maglia azzurra. Queste le sue parole alla Rai: "È un momento nero per il nostro calcio, nerissimo per noi calciatori che abbiamo fatto parte di questo biennio. C'è poco da dire, ci sarà tanto tempo per analizzare tutto. La Federazione ha un compito importantissimo, l'unica cosa che posso dire è che si riparta dallo spirito che i compagni hanno messo in campo oggi, dalla voglia di continuare questa avventura. Si ripartirà come siamo ripartiti da altre delusioni cocenti. Questa è parecchio forte, al di là di tutto non c'è motivo di parlarne, non meritavamo di uscire in questi 180'. Complimenti a loro, ma meritavamo qualcosa in più. Ci sono tantissimi giovani che devono spiccare il volo e che stanno facendo benissimo nelle loro squadre, si deve a tutti i costi ripartire da loro. Cosa ci siamo detti? È stato un momento quasi assurdo da associare a una partita di calcio, un'atmosfera funebre e non è morto nessuno. Ci sono percorsi che segnano vite, tra Under 20 e Under 21 sono 16-17 anni che vagabondo per Coverciano, pensare che è l'ultima volta che me la sono tolta è qualcosa di doloroso, questa è una mia parentesi che finisce. Non potrei essere più orgoglioso dei compagni, l'Italia dovrà lavorare sui vivai, il materiale c'è. La discussione in panchina? Abbiamo questa abitudine di fare riscaldamento tre per volta, cambiando ogni 5 minuti. Dicevo che dobbiamo fare gol, di mandare gli attaccanti a scaldarsi. Avevo Insigne vicino, ma il prof. è una persona squisita, mi sono scaldato, mi sarebbe piaciuto entrare. È un discorso tattico, non stava a me a decidere, se ho offeso qualcuno chiedo scusa. Voglio sempre giocare, io volevo passare. Lì per lì era meglio che entrasse Insigne o El Shaarawy"