Poco meno di due anni fa, la partita di questa sera si era già giocata. E Nicolò Zaniolo era dalla parte opposta della barricata, con le maglie bianche e celesti dell'Entella, venuta all'Olimpico a vivere quello che a inizio stagione nessuno osava sognare.

Era l'Entella Primavera, che non aveva mai vinto nulla, e non avrebbe vinto mai: ma a certi livelli centrare una finale (nello specifico persa 2-0, dopo l'1-1 dell'andata) vale quanto portasela a casa. Perché la Liguria, geograficamente, non è la regione ideale per fare calcio: non molti abitanti, pochi impianti sportivi, Genoa e Samp che fanno la parte del leone, Milano e Torino a un paio d'ore di macchina, e Firenze poco più distante. E infatti Zaniolo le giovanili le ha fatte con i viola, che potevano permettersi un pullmino che lo andava a prendere a scuola per gli allenamenti, e lo riportava a casa quando era già ora di andare a letto.

Difficile allestire squadre competitive con questi competitor, ma l'Entella, che provava almeno a scavalcare lo Spezia, e imporsi come terza realtà calcistica della regione, aveva programmato e investito, e quell'anno pensava di avercela fatta. Tanto che quando, a fine agosto, l'agente propose di ingaggiare Zaniolo, la risposta fu freddina, e divenne positiva - lo ha raccontato il responsabile del settore giovanile Manuel Montali, proprio a Il Romanista - solo quando capì che non gli stavano offrendo il solito prestito, senza alcun vantaggio a lungo termine, ma un rinforzo a titolo definitivo e gratuito.

Fino a quel momento la stellina della squadra sarebbe dovuto essere il portoghese nato in Lussemburgo Dany Mota Carvalho, classe '98, tesserato un anno prima, e già lanciato in B, 2 presenze nella stagione 2015-16. A conti fatti non avevano sbagliato di tanto: Dany Mota, che lo scorso gennaio era andato in prestito al Sassuolo, che non lo ha riscattato nonostante un bel rendimento in Primavera (14 partite, 8 gol e 3 assist), oggi è il capocannoniere dell'Entella in serie C, con 13 presenze e 5 gol.

Il cammino in Coppa

Fu protagonista anche quell'anno, il porto-lussemburghese, in quella Coppa Italia Primavera, che sarebbe potuta finire già alla prima partita, se Zaniolo non avesse pareggiato lo 0-1 del Bologna. Il 2-1 contro i rossoblù lo segnò nel finale Mauro Semprini, che l'Entella aveva preso dalla Lupa Roma: romano di Monteverde, aveva iniziato bambino nella Lazio, poi 4 anni all'Aprilia, e uno alla Lupa.

Mancava solo la Roma, ovvero la squadra per cui andava fare il tifo in Curva Sud: quando i giallorossi andarono a Chiavari per la finale di andata, rimase in panchina fino al 40' della ripresa, entrò e deviò di testa il pallone dell'1-1 al 96', esultando con le mani dietro le orecchie, alla Delvecchio. Non ha mai debuttato tra i professionisti: ora gioca in Toscana, al Ponsacco, in serie D. Dopo il Bologna, l'Entella eliminò il Torino - gol di Mota e del romeno Ganea, passato senza fortuna per la Roma Primavera - poi, in semifinale, Nicolò si ritrovò davanti il suo passato, la Fiorentina Primavera.

A Firenze finì 2-2, il figlio di Igor Zaniolo contro il figlio di Georghe Hagi: segnarono entrambi, il romanista firmò il 2-1 con un bel tiro da fuori. Al ritorno Zaniolo mandò in porta Mota Carvalho, per l'1-0: al 9' della ripresa l'Entella vinceva 3-0, i viola si portarono sul 3-2 tra 29' e 30' della ripresa con Gori e Sottil, con un 3-3 i gol in trasferta sarebbero valsi l'ennesima finale tra Fiorentina e Roma, ma la terza rete arrivò solo sul 4-2, con tripletta proprio del portoghese. Che non è l'unico che era all'Olimpico quel giorno, ed è ancora all'Entella: con lui la seconda punta Puntoriere, il terzino destro australiano Cleur e e il centrocampista centrale Di Paola, anche se fanno 7 presenze in 3, nella serie C di quest'anno.

Il francese Lamine Ba gioca a Cipro, Castagna alla Lucchese, il portiere Siaulys è il secondo del Bari in D, categoria in cui sono scesi anche Casagrande, Alluci e Ferrante, senza neanche aver cambiato casa, perché giocano a Lavagna, divisa da Chiavari solo dal torrente Entella, che se uno non guarda i cartelli attraversando il ponte neppure si accorge di essere passato nel comune vicino. Saranno tutti davanti alla tv stasera. E tutti, un giorno, racconteranno di aver giocato da ragazzi con Zaniolo.