Non ha lasciato strascichi sul piano fisico (almeno in apparenza) la gara di ieri, tesa, intensa e tirata fino al 7' di recupero del secondo tempo. Però ha lasciato quattro cartellini gialli, dati dal contestatissimo Maresca: Karsdorp e Zaniolo sono arrivati a quota tre, Mancini e Veretout (che lo ha preso al 97') a quattro, quindi entrano in diffida (Cristante c'era già). El Shaarawy, entrato in campo al 63' al posto di Abraham, ha avuto poco dopo un problema al ginocchio sinistro, tanto da farsi medicare a bordo campo, con Shomurodov che si era tolto la pettorina come se dovesse entrare: l'allarme è rientrato subito, il numero 92 ha concluso regolarmente la partita (segnando il gol della speranza, al minuto 93), e il 14 è entrato solo per scelta tecnica, a 10' dalla fine, al posto dell'unico terzino rimasto (Karsdorp: Viña era uscito al 23', per fare spazio a Carles Perez).

Soli quattro cambi ieri, e sono entrati solamente attaccanti: la prima carta che Mourinho si è giocato, per provare a rimettere in piedi la partita, quando il Milan era ancora sull'1-0, è stata il ghanese Felix Afena-Gyan, uno che fino allo scorso fine settimana non era mai andato in prima squadra. Il numero 64, al secondo spezzone di fila dopo quello di Cagliari, non potrà trovare spazio giovedì contro il Bodø/Glimt, visto che non era stato inserito nella lista Uefa (non era neppure nel giro della prima squadra), e non ha i requisiti per essere inserito nella lista B, che è sempre aperta, ma riservata a chi ha due anni di tesseramento. E così se Mourinho vorrà cambiare almeno un titolare in Conference, il primo nome è proprio El Shaarawy: Mkhitaryan anche ieri è apparso lontanissimo dalla condizione migliore, per la seconda volta di fila è uscito all'intervallo, facile che giovedì esca direttamente dall'undici titolare.