La partita col Milan sono state tre partite diverse: una sul piano del gioco l'ha vinta il Milan, una poteva vincerla la Roma sul piano della reazione nervosa, quella che contava però l'ha decisa il bomber Maresca, di sicuro il direttore di gare più scarso della non brillantissima classe arbitrale italiana. Per il tabellino il risultato finale è stato di 2-1 per il Milan, prima sconfitta in carriera in Serie A per Mourinho nelle partite casalinghe, per la Roma invece è la sconfitta numero quattro del campionato su undici partite, risultato che non preclude il quarto posto (acquisito anche prima di giocare per via del pareggio tra Atalanta e Lazio), ma che scava un solco tra le prime e la squadra giallorossa (sono già dodici i punti di distacco dalla coppia in vetta, Napoli e Milan).

I rossoneri invece incartano i regali di Maresca e se li portano a casa: di questo passo i favoriti per lo scudetto diventano loro che hanno dimostrato di poter vincere su campi tosti anche senza il decisivo aiuto dell'arbitro. Ieri sera, all'interno di una partita diretta malissimo e scontentando nei dettagli sempre tutti, con il Milan già in vantaggio per una perla di Ibrahimovic su punizione, Maresca ha inventato il rigore del 2-0 (Ibra si era visto appena annullare il raddoppio per un fuorigioco solare rilevato però solo dal Var...), in un momento decisivo della partita: il contrasto spalla a spalla tra Ibañez e lo svedese era stato in campo giudicato falloso dall'arbitro, l'evidenza del replay televisivo aveva però spinto il Var Mazzoleni ad invitare il collega alla revisione in campo, ma nonostante questo il fischietto napoletano, di cui si contano sulle dita di almeno due mani gli episodi sfavorevoli alla Roma in carriera, ha insistito sulla sua decisione, provocando il subbuglio di uno stadio già furente. E come se non bastasse, in pieno recupero, e sul risultato di 1-2 raggiunto al 93° con El Shaarawy, ha negato un altro rigore per un contrasto Kjaer-Pellegrini che sul campo avrebbe anche potuto essere valutato male, ma su cui il Var sarebbe dovuto intervenire: identico il contatto tra Dumfries e Alex Sandro un paio di settimane fa in Inter-Juve che portò al pareggio dei bianconeri. Stavolta per Mazzoleni no. E Mourinho, furioso, alla fine ha parlato di mancanza di rispetto per il pubblico romanista.

L'approccio alla partita della Roma era stato promettente, non dominante, perché questo Milan non lo consente a nessuno. Le rotazioni in fase di possesso dei centrocampisti e degli esterni romanisti, venivano prese a uomo dai giocatori di Pioli, con Calabria ed Hernandez a seguire Mkhitaryan (svagato come a Cagliari e come a Cagliari sostituito all'intervallo) e Zaniolo (condizionato da uno stupido giallo per protesta al 7°) anche dentro al campo, Saelemaekers e Leao pronti ad abbassarsi fino a dove serviva per star dietro a Viña e Karsdorp. Già al la Roma era entrata pericolosamente in area grazie proprio ad uno strappo del terzino uruguaiano, con assist a Pellegrini leggermente arretrato, e inevitabile deviazione fuori misura. Al 6° un bella combinazione tra Ibra, Leao e Kessie è stata conclusa dall'ivoriano male, tra le imprecazioni dello svedese che pensava di poter calciare con un esito migliore del collega. Il confronto tattico era tra due diversi 4231, più dinamico quello rossonero, più compassato il nostro, con il passo differente di Cristante e Mkhitaryan rispetto agli spunti di Bennacer e di Leao (o Saelemakers), con Ibra assai meno mobile ma assai più produttivo di Abraham, in preoccupante involuzione. A far crescere il nervosismo e a far calare la serenità soprattutto romanista (e di chi pensava che un arbitro napoletano a dirigere il Milan fosse un azzardo e magari un rischio per i rossoneri) ci ha pensato l'ineffabile Maresca, uno che non riesce proprio ad avere dalla sua parte i protagonisti in campo, se poi vestono una maglia giallorossa diventa praticamente impossibile. Al 14° la Roma ha avuto una grande occasione per andare in vantaggio, con una splendida uscita sulla pressione del Milan, culminata per una verticale di Zaniolo per Karsdorp che è arrivato praticamente in area da metà campo, poi sul cross un rimpallo ha favorito una conclusione di sinistro di Pellegrini terminata di poco fuori. Al 17° pericoloso Ibra dopo un triangolo con Krunic, scelto a sorpresa da Pioli con Brahim tenuto in panchina: e ha ragione Mourinho a sottolineare la ricchezza di alternative per il Milan. Il suo primo cambio, all'intervallo, è stato ancora Felix. Al 26° la svolta della partita: su una punizione guadagnata da Leao su Karsdorp (ovviamente subito ammonito), Rui Patricio ha sistemato con cura la barriera (con tanto di coccodrillo, Veretout, per evitare il calcio rasoterra), ma ha dimenticato di presidiare il suo lato, dove Ibra ha colpito forte, tanto forte. Poi, come gli piace fare, lo svedese ha esultato provocando il pubblico e le reazioni di diversi giocatori e di Mourinho, con Maresca a quel punto "costretto" ad ammonire il milanista. Lì però la Roma è calata drasticamente, mancando soprattutto nella reazione mentale, di certo non aiutata dal provocatorio atteggiamento dell'arbitro che ha invertito falli, fischiato fuorigioco passivi ai romanisti (Abraham) e non ai milanisti (Ibrahimovic), e interpretato in maniera univoca altri episodi di gioco, suscitando ovviamente uno dei più sentiti cori della serata. Così si andava all'intervallo con il ruggito rabbioso dell'Olimpico, vestito a festa come nei giorni più belli del preCovid.

Con Felix al posto di Mkhitaryan, Mourinho ha provato ad aumentare il dinamismo della sua squadra, ora più corta e aggressiva: e Ibra l'ha punita al 5°, con un controllo oltre la linea difensiva su lancio di Kjaer. Fuorigioco evidente, ma per rilevarlo c'è voluto ancora il Var. Stessa cosa all'8°, ma stavolta il guardalinee ha valutato subito la scorrettezza. Sullo sviluppo successivo, la sliding door della serata: sul destro di Abraham è passata l'occasione del pareggio (respinto dal muro difensivo milanista), sul contrasto di spalla tra Ibañez e Ibra si è consumato invece lo show di Maresca: rigore poi trasformato da Kessie. Giroud ha poi sostituito lo svedese mentre El Shaarawy ha mandato a riposare lo stralunato Abraham, non certo felice per qualche fischio piovuto dalle tribune. Poi una percussione di Pellegrini è stata frenata fallosamente da Hernandez che è stato ammonito di nuovo: in dieci il Milan ha paurosamente sbandato, Pioli ha prima messo Ballo-Touré per Saelemaekers, mentre Mourinho si è inventato un 334 con Cristante tra i centrali, un centrocampo a tre con Veretout, Perez e Pellegrini, e Karsdorp ed El Shaarawy alfieri esterni delle punte Zaniolo e Felix. La Roma è montata sopra al Milan e Pioli è corso ai ripari inserendo Romagnoli, Tonali e Bakayoko per Leao, Bennacer e Krunic, ridisegnando i suoi con un 531 con Giroud isolatissimo, poi Shomurodov per Karsdorp ha alzato ulteriormente il baricentro romanista. Nell'assalto finale la Roma ha sfiorato due gol con Zaniolo e Mancini prima di trovare il varco giusto con El Shaarawy, negli ulteriori secondi finali Maresca e soprattutto Mazzoleni hanno ignorato il rigore di Kjaer su Pellegrini e Perez ha sfiorato di sinistro il 2-2, esaltando Tatarusanu.