Pure su punizione. Per decidere una partita che è stato l'ennesimo viaggio nella sofferenza. Lorenzo Pellegrini, Lollo nostro, l'ha timbrata con un calcio di punizione di quelli che meritano le sigle delle trasmissioni sportive. Facendo centro, su punizione, al ventiseiesimo tentativo in campionato. Un Capitano della Roma non segnava su punizione in serie A dal 17 marzo 2013. Il precedente è di quelli che ribadiscono un'investitura: Roma-Parma (2-0), il gol con cui Totti staccò Gunnar Nordahl. Pellegrini ha dipinto un capolavoro per santificare l'eredità raccolta. Eppure, una certa parte della critica (e dei tifosi), quante volte lo avevano messo in croce per quella sua ostinazione di voler tirare i calci di punizione. Prendeva il pallone, lo sistemava, tirava, sbagliava. Vero, sbagliava. Fino a ieri sera. In una Cagliari che ancora una volta si è rivelata complicata per la nostra Roma, il Capitano, con un C maiuscola grande come un grattacielo, ha messo fine anche alle ultime critiche nei suoi confronti. Festeggiando nel dopo partita più per la Roma che per se stesso: «Importante è stata la reazione dopo lo svantaggio, i tre punti hanno un peso importante come tutti i tre punti. Non si era messa bene, abbiamo avuto sempre la palla nel primo tempo e fatto ottime cose. Nel secondo abbiamo messo più intensità e si è visto. Il valore del gruppo? Non posso dirlo io, lo diranno i risultati e il tempo. Questo non è un gruppo, ma una famiglia che punta a migliorarsi e unirsi ancora di più. A Cagliari si è visto: è stata la risposta a tutte le cose brutte dette in settimana. Abbiamo cercato di rimboccarci le maniche e darci da fare. Abbiamo fatto un'ottima partita col Napoli e a Cagliari abbiamo vinto che era quello che dovevamo fare. Il gol su punizione? Sono ancora un pochino in debito. Tutti mi dicono che non so battere le punizioni, io continuo ad allenarmi e migliorarmi. Ed è quello che fa tutta la squadra, prima o poi riusciremo in quello che proviamo».

Lollo di tutte le punizioni che aveva tirato in precedenza, ne aveva segnata solo una. In Europa League, quarto di finale, gara d'andata ad Amsterdam, olandesi in vantaggio, calcio di punizione per la Roma, lui ostinatamente va a calciarla, ribadendo che in fatto di personalità non deve prendere lezioni da nessuno. Pure lì, non un gran che, ci pensò il giovane portiere avversario a dargli la possibilità di brindare alla prima volta. Per Lollo, ad Amsterdam, è stata una mezza liberazione che a Cagliari è diventata completa con quel destro a rientrare a togliere la ragnatela dall'incrocio per un gol di una pesantezza con pochi precedenti. La Roma aveva stentato, ruminando calcio soprattutto nel primo tempo, creando poco, finendo pure sotto con Pavoletti lesto a sfruttare un errore difensivo di Viña. Sembrava il segno di un destino malefico, un'altra delusione a spegnere gli entusiasmi di un popolo giallorosso che pure a Cagliari è stato presente come sempre, più di sempre (che meraviglia quello spicchio colorato di giallorosso).
La Roma però è stata convincente e brava a reagire. Seguendo la via tracciata dal suo Capitano. Capace di mettersela sulle spalle per trascinarla verso un successo che serviva come il pane. Lo ha fatto, Lollo nostro, da leader vero. Gli altri lo hanno seguito senza fiatare, avendo capito che il numero sette li avrebbe tirati fuori dalla fossa in cui erano caduti. Pellegrini è stato l'indiscusso protagonista della ripartenza della Roma. Prima cogliendo una traversa (l'ennesimo legno della stagione) con un meraviglioso tocco al volo dopo un cross di Karsdorp. Un tocco al volo che avrebbe meritato che quel pallone finisse in rete per cominciare a dare corpo al ribaltamento del risultato. Poteva essere, pure quel legno, un altro segnale negativo, l'ennesima contrarietà di una Roma che in pochi minuti era riuscita a creare diverse occasioni da gol senza però che il pallone finisse in rete. Ma la sorte non aveva fatto i conti con Lollo nostro. Ennesimo calcio d'angolo per la Roma. Il Capitano lo è andato a calciare. Il cross a uscire, giusto giusto per il capoccione di Ibanez che cha colpito verso l'angolino, palo interno, oddio un'altra sfortuna?, no, stavolta il pallone è finito in rete. E poi, come detto, Pellegrini si è messo in proprio per confezionare la vittoria con quella punizione che sarà difficile da dimenticare. L'ennesima perla della sua migliore stagione da quando è tornato a vestire i colori del suo cuore. Quinto gol in campionato, capocannoniere, e ancora di più capocannoniere con altre tre reti che ha realizzato in Europa. Confermando, partita dopo partita, di essere sempre più il leader della Roma mourinhana. Che, come ricorderete, di Pellegrini ne vorrebbe tre per mandarli tutti in campo. Non sarà facile trovare gli altri due, ma intanto godiamoci Lollo nostro. Che ora fa gol pure su punizione.