Ha avuto un minutaggio troppo elevato per essere considerato una mossa della disperazione Felix Afena-Gyan: quando si mette un attaccante della Primavera sperando che indovini la zampata vincente difficilmente gli si concede un numero di minuti in doppia cifra, mentre il ghanese col numero 64 ha giocato 33', più 6 di recupero. In una Roma sbilanciatissima in avanti: è subentrato al posto di un terzino sinistro, con passaggio dal 4-2-3-1 a un 3-4-1-2 che peraltro prevedeva due attaccanti, Zaniolo ed El Shaarawy, come esterni sulla linea dei 4, e il nuovo entrato al fianco di Abraham. È il suo ruolo anche in Primavera, quando gioca al fianco del pennellone svedese Voelkerling Persson, una via di mezzo tra una seconda punta e un secondo centravanti, che però quando serve sa decentrarsi verso l'esterno, lasciando l'area al compagno, e provando a servirlo, sfruttando la sua velocità. Che non ha solamente nella corsa, ma anche nell'esecuzione del gesto tecnico, come si è visto al 61', quattro minuti dopo il suo ingresso, quando, su angolo, ha controllato di petto, e calciato il pallone prima che toccasse terra, trovando la deviazione sul fondo di Pavoletti, centravanti come lui, ma di 15 anni più vecchio, deciso a difendere il suo primo gol stagionale.

È stato una sorta di segnale della riscossa, per la Roma, che da quando è entrato il ragazzino ha preso coraggio, e si è riversata nella metà campo del Cagliari, trovando i due gol. A quel punto Mourinho ha rimesso a posto le cose, Calafiori per Zaniolo e di nuovo 4-2-3-1, con Felix (che sarebbe il nome di battesimo, ma lo chiamano così tutti, anche i telecronisti del club giallorosso) all'ala sinistra. Ha provato a servire Abraham, un paio di volte ha saltato l'uomo: con la sua velocità è una cosa che gli è sempre venuta naturale, e i difensori del Cagliari se ne sono accorti presto. La Roma lo aveva preso dal club ghanese dell'Eurafrica all'ultimo giorno dell'ultimo mercato di riparazione, per qualche tempo si è diviso tra Under 18 e Primavera, categoria di cui è stato il punto di forza in questi mesi. Alla prima giornata non è andato a segno, ed è stata l'unica volta: un gol al Sassuolo, uno al Milan, 2 al Verona, 2 al Pescara. Totale: 6 in 5 partite, la sesta l'ha saltata per andare in panchina col Napoli. Per portare lui Mourinho ha lasciato fuori Borja Mayoral, deludente in Conference: un segnale molto chiaro, chi ha fame gioca, anche se ha 18 anni. E il ragazzino, dopo aver ringraziato in campo, lo ha fatto, parlando in inglese, ai microfoni del club: «Grazie al club, al mio agente, a tutti quelli che mi hanno aiutato a Roma, e dedico il debutto a mia madre che è in Ghana: mamma ti amo».