Cartilagine. Ha detto molte parole Daniele De Rossi nel corso dell'intervista rilasciata a Dazn per il lancio, se mai ce ne fosse stato bisogno, dello Juventus-Roma che stasera andrà in scena a casa della vecchia signora, lì dove da sette campionati non si riesce a tornare con un sorriso, anche se non sempre per colpa della Roma. Parole intelligenti, come sempre, parole da romanista, come sempre, parole tra ieri, oggi, domani. Del resto quando parla il nostro Capitano, è sempre cosa buona e giusta leggerlo, ascoltarlo, soprattutto capirlo, anche se questa ultima opzione non è roba per tutti come è stato certificato da un sito rosa (e non solo) anche nella giornata di ieri.

Ma questo, almeno ai nostri occhi, non ci stupisce, riducendosi a un dettaglio. No, quello che ci preoccupa, è la parola cartilagine, pronunciata dal nostro Capitano parlando dell'infortunio «più grave della mia carriera» che lo sta tenendo lontano dalla sua Roma ormai da quasi due mesi e l'impressione, pure qualcosa di più, è che il conteggio dei giorni di assenza sia destinato a allungarsi ulteriormente, almeno fino alla ripresa dopo la posticipata sosta natalizia.

Non siamo medici, ma facciamo questo mestiere da qualche decennio, un tempo sufficiente per sapere che quando in una problematica fisica compare la parola cartilagine, la cosa non può far stare tranquilli. In particolare in un giocatore dell'età del nostro Capitano che alle spalle ha tantissimo calcio giocato, centinaia di partite, decine di migliaia di minuti in campo, sempre con la nostra maglia quella che si leva solo per lanciarla ai tifosi. E allora ci preoccupiamo. Per il nostro Capitano. E, quindi, per la Roma che ha ancora bisogno del suo Capitano. In campo. Cosa che potrebbe pure essere un limite considerando l'età di De Rossi, ma i campioni restano campioni a qualsiasi età.

Ecco perché il regalo che ci piacerebbe fare al nostro Capitano è quello della salute, di un recupero per tornare a mettersi la fascia sopra la maglia, di una seconda parte di stagione in cui prendersi qualche rivincita con la sua Roma. Nel migliore dei casi, tornerà dopo la sosta, prima partita ufficiale del prossimo anno il 14 gennaio all'Olimpico contro l'Entella, ottavo di finale di coppa Italia. A quel punto sarebbero trascorsi quasi tre mesi dal suo stop agonistico, fissato al San Paolo di Napoli, una manciata di minuti all'intervallo, il biondo di Ostia che chiede il cambio perché il dolore è diventato insostenibile, il rischio di diventare un peso per la sua squadra. C'era questo problema fisico, la visita dal professor Mariani, le due opzioni: intervento chirurgico e tre mesi di stop, oppure provare una terapia conservativa, fattori di crescita, infiltrazioni, per tentare di tornare un po' prima e rinviare la sala operatoria a fine stagione. Staff medico e De Rossi, avendo come obiettivo quello di tornare il prima possibile, scelsero la seconda opzione. Non è stata un successo. Speriamo almeno che consenta a De Rossi di tornare all'inizio del prossimo anno. Ne ha bisogno la Roma. Ne ha bisogno lui. Ne abbiamo bisogno di tutti.