Il futuro è Roma. E lo diciamo non solo perché siamo inguaribili ottimisti e ci piace pensarlo. Lo sosteniamo anche perché siamo supportati dai numeri riferiti alla rosa di ventisei giocatori (comprendendo ovviamente anche Leonardo Spinazzola che tra due-tre mesi dovrebbe tornare a disposizione) con cui Mourinho ha appena cominciato ad affrontare (bene, quattro partite, altrettante vittorie) la sua prima stagione da grande capo giallorosso. Leggete qua: sono soltanto tre i giocatori che hanno superato la soglia dei trenta anni, quello con la carta d'identità più consumata è Rui Patricio, trentatrè primavere e mezzo che, peraltro, per un portiere, come da regola calcistica accettata da tutti, valgono di meno rispetto a quello che dicono i documenti. Gli altri due over trenta sono Smalling e Mkhitaryan che nel duemilaventidue festeggeranno le trentadue primavere. Sono sei i ragazzi nati nel terzo millennio: un portiere (Boer), tre difensori (Reynolds, Kumbulla, Calafiori), due centrocampisti (Bove e Darboe), più un 1999 che risponde al nome di Nicolò Zaniolo, ovvero il giovane più importante del nostro calcio campione d'Europa. A Calafiori spetta la palma del più giovane della rosa, diciannove anni festeggiati poco più di tre mesi fa (Boer è più vecchio, si fa per dire, di soli sette giorni). C'è un reparto di centrocampo in cui quello che ha spento più candeline nel giorno del suo compleanno è stato Jordan Veretout, un classe 1993. E c'è un reparto offensivo in cui, armeno a parte, il più in là con gli anni, pensate un po', è Shomurodov, un classe 1995. Sommando il tutto, l'età media che ne viene fuori dice meno di venticinque anni, per l'esattezza ventiquattro e otto mesi.

Ci sembra un dato molto indicativo su come, nelle ultime due sessioni di mercato, la dirigenza giallorossa abbia lavorato. Perché è vero che Tiago Pinto aveva diversi input da rispettare, sfoltire il più possibile la rosa, ridimensionare un monte ingaggi non più sostenibile, puntare comunque a costruire una squadra competitiva in grado di poter tornare a qualificarsi per la Champions League, ma il dirigente portoghese doveva anche dare una bella sforbiciata all'età media di una squadra che nelle intenzioni bisognava ringiovanire per dare un nuovo impulso verso il futuro. Anche questo obiettivo, come abbiamo visto, è stato raggiunto. Perché la prima rosa mourinhana, è davvero proiettata nel futuro, buona oggi, domani e dopodomani, potendo contare su un numero di giocatori (Karsdorp, Mancini, Kumbulla, Calafiori, Viña, Cristante, Darboe, Diawara, Villar, Bove, Pellegrini, Carles Perez, Zaniolo, Borja Mayoral, Abraham, Shomurodov) su cui si potrà lavorare per costruire una squadra in grado di tornare a vincere in tempi ragionevolmente brevi. Basti pensare che dei nomi che abbiamo appena fatto, i due con la carta d'identità più vecchia, sono Cristante e Karsdorp, entrambi nati nel 1995, insomma due giocatori che possono ancora dare e crescere molto, figuratevi quindi tutti gli altri che, chi più, chi meno, sono ancora più giovani e, quindi, con margini di miglioramento importanti.

Di fatto non ce lo hanno detto, ma la nuova Roma ha scelto la linea verde per tornare protagonista ai massimi livelli. Non è un caso, infatti, che Mourinho, ogni volta che ne ha avuto l'occasione, ha usato la parola tempo per far capire che bisognerà avere anche pazienza per aspettare che i ragazzi con cui sta lavorando, maturino quell'esperienza che è necessaria per poter brindare a un successo. Lo Special One, peraltro, ha pure specificato che è vero che ci sarà bisogno di tempo, ma ha anche aggiunto che il tempo non dovrà mai costituire un alibi perché, sotto sotto e forse neppure troppo sotto sotto, l'intenzione è quella di accorciare i tempi, pur nella consapevolezza che il fattore esperienza potrà avere un ruolo decisivo almeno a breve scadenza.

C'è poi anche l'aspetto economico da prendere in considerazione. Nel senso che, a parte i tre over trenta, tutti i giallorossi di questa stagione possono essere, potenzialmente, un patrimonio da valorizzare anche in chiave mercato. Sia chiaro, non stiamo dicendo che la Roma in futuro venderà, anzi, ma quello che vogliamo dire è che quasi tutti i calciatori in giallorosso di quest'anno, possono essere un valore su cui ragionare in chiave miglioramento della squadra. In sostanza sono stati tutti investimenti di cui, se sarà il caso, si potrà rientrare nei prossimi anni. Puntando comunque a costruire una rosa ancora più competitiva. Basti pensare ad Abraham, pagato sì quaranta milioni, ma con un diritto di riacquisto per il Chelsea fissato a ottanta tra due anni. Se mai il club inglese lo dovesse esercitare, vorrebbe dire prima di tutto che il ragazzo ha giocato due grandi stagioni con la nostra maglia e, poi, se dovesse essere, con ottanta milioni non sarebbe certo un problema andare ad acquistare un altro centravanti da copertina.

Prendendo in considerazione soltanto i nati dal 1995 in poi, verrebbe fuori una Roma che vedrebbe in porta Fuzato, una linea difensiva a quattro con Karsdorp, Mancini, Ibanez, Viña, i due mediani sarebbero Cristante e Diawara, i tre trequartisti Zaniolo, Pellegrini, Shomurodov, il centravanti Abraham (e di giovani ne rimarrebbero fuori davvero parecchi). È una formazione che può essere una realtà già oggi importante (con l'aggiunta dei tre senatori), ma che soprattutto può rappresentare una garanzia per il futuro a breve, media e lunga distanza. E chissà che, come pensa Mourinho, questa rosa da linea verde non riesca anche ad anticipare i tempi per un ritorno in copertina atteso ormai da troppi anni.