Bryan, Nicolò e Stephan; Lorenzo, ancora Stephan e Gianluca. Sono i nomi dei componenti degli ultimi due terzetti di romanisti italiani ad aver segnato in una partita ufficiale. La sfida contro il Trabzonspor di giovedì è stata decisa dai gol di Cristante, Zaniolo (ancora bentornato Nico!) e El Shaarawy, un trittico tutto azzurro che ha regalato alla Roma l'accesso alla fase a gironi della neonata Conference League. Prima di giovedì, l'ultima partita in cui erano andati a segno tre giocatori italiani nella stessa partita risaliva alla stagione scorsa. Era sempre un giovedì di calcio europeo (11 marzo 2021), e la location era ancora lo stadio Olimpico: si giocava Roma-Shakhtar Donetsk, andata degli ottavi di finale di Europa League, e gli uomini di Fonseca vinsero 3-0 grazie a Pellegrini, El Shaarawy e Mancini.

Uno scarto di nemmeno un anno fra i due eventi potrebbe suggerire una certa frequenza nel verificarsi di una triplice marcatura italiana in una gara della Roma: al contrario, negli ultimi undici anni è successo solo altre due volte. In Serie A non accade dalla stagione 2012/2013. Il 3 marzo 2013 i giallorossi ospitano il Genoa e li superano 3-1 con i gol di Totti, Romagnoli (prima e unica rete con la maglia giallorossa) e Perrotta (alla sua ultima gioia in carriera). Per ritrovare l'ultimo precedente in campo europeo bisogna invece risalire alla Champions League 2010/2011. È il 23 novembre 2010 e all'Olimpico arriva il Bayern vicecampione d'Europa per la penultima giornata del girone E. I tedeschi passano due volte con Gomez e all'intervallo conducono 2-0. Nella ripresa Borriello riaccende subito le speranze, che divampano all'82' quando De Rossi finalizza da due passi un cross rasoterra di Riise. Due minuti dopo la rimonta è completata: Totti trasforma dal dischetto il gol del definitivo 3-2.

Dopo un decennio in cui i calciatori italiani all'interno dell'undici giallorosso (e in generale della rosa) si sono fatti sempre più radi, da un paio di stagioni a questa parte il trend ha iniziato a cambiare. Gli arrivi di Spinazzola, Mancini e Cristante; l'esplosione di Zaniolo; la crescita di Pellegrini e il ritorno di El Shaarawy hanno contribuito a formare e rafforzare il blocco di giocatori italiani che alla Roma non si vedeva dai tempi del primo Spalletti. Un gruppo formato non da giovani o comprimari, ma dalle vertebre essenziali della spina dorsale romanista, il cui peso specifico è testimoniato dalla loro stabile presenza nel giro della Nazionale di Roberto Mancini: con un pizzico di fortuna in più, i campioni d'Europa giallorossi sarebbero potuti essere anche più di due.