Santiago Solari e Dani Carvajal in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions contro la Roma. Queste le loro parole:

Carvajal

Sei tornato in campo dopo l'infortunio, come stai?
"Sono dovuto entrare in campo per sostituire un compagno, nonostante sia entrato senza riscaldamento le sensazioni sono state buone. Sono contento di essere tornato a giocare, dove mi piace stare, anche se il risultato è stato negativo".

Si è parlato anche di atteggiamento...
"Domani è difficile, sarà una battaglia e per vincere dobbiamo mettere gli attributi, ma serve anche freddezza per gestire i momenti della gara".

L'altro giorno Ramos è stato duro dopo la sconfitta dicendo che la squadra senza carattere diventa una squadra qualsiasi, ne avete parlato tra di voi?
"E' vero il calcio è equilibrato, ma è il momento di vincere e siamo ancora a novembre. A partire da domani contro una squadra buona, un avversario impegnativo".

Domani affrontate una delle semifinaliste in Champions, che partita ti aspetti?
"Come ho detto prima, mi aspetto una partita difficile, complicata. La Roma è un avversario temibile, dobbiamo stare concentrati e non avere assolutamente alcun timore".

La crisi di risultati, dopo la sconfitta di sabato, non era una questione che riguardava solo l'allenatore...
"Lopetegui non è più con noi. I risultati comandano nel calcio, senza risultati è difficile rimanere allenatori del Real Madrid. Ora va tutto bene, il mister ci dà fiducia, quindi speriamo di andare avanti così".

Quali differenze ci sono tra la partita di andata e quella di domani?
"Immagino che la Roma vorrà pressarci alto. Davanti al proprio pubblico vorrà fare la partita. Noi dovremo fare in modo di trovare le giuste contromisure. Ci affideremo al lavoro fatto in settimana con il mister Solari".

Solari

Domani sfidate una squadra che è in testa al girone, con il proprio pubblico. Come si affronta?
"Noi dovremo fare la nostra partita. Dimostrare di essere all'altezza. Facile, ma allo stesso tempo difficile".

Rispetto alle parole di Sergio Ramos riguardo all'atteggiamento...
"Mi dispiace, ma a volte non posso rispondere alle vostre domande. Sono cose che penso appartengano alla nostra intimità, che non devono essere di dominio pubblico. È mia responsabilità che restino all'interno dello spogliatoio"

Dopo la sconfitta di Eibar i tifosi e i dirigenti erano arrabbiati. Come ne è uscito da quella sconfitta?
"Un brutto crollo. Noi lo abbiamo analizzato, ne abbiamo parlato. Non è che le partite vinte sono scomparse per la sconfitta di sabato. Oggi dobbiamo voltare pagina. La nostra attenzione, la nostra forza deve essere incentrata sull'Olimpico, sulla Roma".

Prima partita di Champions per te, una prova del fuoco?
"Qui tutte le partite e tutti gli allenamenti sono una prova del fuoco. Quando il Real è caduto si è sempre rialzato prontamente, ed è per questo è la squadra più forte nella storia del calcio". 

Isco. In queste prime 5 partite con lei, lui non è mai partito titolare. Perché?
"Isco sta lavorando molto bene, come tutti i compagni. Io ci tengo che sia lui che i giocatori continuino a lavorare bene così".

L'assenza di Casemiro sta pesando parecchio, non è soltanto un problema dell'ultima partita. Bisogna trovare una chiave?
"Lo ha già fatto e bene Ceballos, ma abbiamo anche altri giocatori che possono giocare lì, come Kroos e Llorente (forse il più adatto), ovviamente dobbiamo fare affidamento su tutti i nostri giocatori, anche se in questo momento abbiamo diverse assenze".

Dopo la questione doping di Sergio Ramos hai avuto modo di sostenerlo? Ritiene che ci sia una persecuzione nei suoi confronti?
"Ramos è un simbolo per tutto il calcio spagnolo. Dovere anche della stampa proteggerlo, perché dovete riportare la verità. Sono questioni che vanno a toccare l'integrità di una persona e sono molto delicate. Anche la società ci tiene".

È alla guida della squadra da un mese, qual è il vero Real?
"Nel calcio la verità è sempre il domani, e domani c'è una partita importante, alla nostra portata".

Mancanza di atteggiamento. Secondo lei, secondo la sua esperienza, da cosa può dipendere?
"Ci sono tanti fattori nel calcio. La responsabilità però è sempre individuale, mai collettiva. Il risultato è l'unione di molte cose. Se tutti attaccano bene e difendono bene, si va bene. Altrimenti, se anche uno solo non lavora con la squadra, si va in sofferenza".

Isco. Lo vediamo diverso. Come si risolve?
"Ripeto, sono 24 giocatori. Tutti si allenano, da tutti vogliamo il meglio. E tutti possono competere per un posto da titolare. Anzi, speriamo di recuperare gli infortunati, perché oggi siamo in 21 e vogliamo essere 24".

Che ricordo hai di questo stadio? Domani pensi che potreste soffrire qui all'Olimpico?
"Gli anni migliori li ho avuti qui all'Inter. In questo stadio mi ricordo di aver segnato un gol contro la Lazio. Ricordo anche quando giocammo contro la Roma di Totti e di tanti altri giocatori storici. Siamo ora tutti più vecchi. Ma ricordo che qui all'Olimpico i tifosi non si fermano mai, cantano sempre. È un posto fantastico dove giocare".