Tipi di carattere. Se la gara di mercoledì sera contro il Porto è stata significativa, lo si deve soprattutto alle indicazioni temperamentali che ha fornito la Roma. Attenta, concentrata, battagliera, sempre sul pezzo, come se la partita valesse punti o qualificazioni. Sintomo che le prime istruzioni di José Mourinho sono state recepite. Certo, una sola prestazione può non essere considerata definitiva, ma i segnali sono più che confortanti. Tanto da aver conquistato lo stesso Special One, che ieri ha aperto la giornata con un dettagliato post su Instagram. Il tecnico ha preso spunto dalla targa ricevuta dal suo ex club in ricordo della vittoria della Champions 2004, uno dei primi grandi trionfi di una carriera costellata di successi. «Grazie molte al presidente per il bellissimo regalo - ha scritto JM - e grazie al Porto per la bella sessione di allenamento». Poi l'affondo, in tipico stile mourinhano: dietro i ringraziamenti emerge l'orgoglio per quanto messo in campo dai propri uomini, al cospetto di chi non solo vanta una conduzione consolidata da anni, ma è anche molto più avanti nel lavoro. E José non si è fatto sfuggire l'occasione: «Prepararsi contro chi inizia il campionato l'8 di agosto è grandioso per chi inizia il proprio il 22. Habemus squadra. Siamo uniti, siamo amici: bravi ragazzi!». Al di là della citazione dell'annuncio cerimoniale post-conclave, la sensazione di un gruppo coeso quanto pronto a lottare è condivisa. E la guida di Mou appare sempre più radicata col passare dei giorni. Anche uno degli uomini del suo staff, l'allenatore dei portieri Nuno Santos, si è unito al pensiero del grande capo, postando sempre su Instagram una foto che lo ritrae al suo fianco, accompagnata da un sintetico «Lavorando per la squadra», che ha chiamato la pronta risposta (in portoghese) dello stesso Mourinho: «Avanti così fratello».

Se la crescita della mentalità e dello spirito di gruppo appaiono al momento gli aspetti più evidenti del nuovo corso, anche il campo sta fornendo le prime risposte ai dubbi tipici del periodo. A partire dal reparto maggiormente in difficoltà nelle ultime stagioni: quello arretrato. La rete incassata nel finale della sfida contro il Porto è una delle tre subite in questo precampionato (le altre sono arrivate dal Debreceni a Frosinone). Ma la tenuta difensiva della Roma è sembrata in grande ripresa rispetto alle recenti abitudini. Merito di una concentrazione ritrovata, dei nuovi dettami tattici, ma anche degli interpreti. A partire da Rui Patricio, il portiere fortemente voluto da Mou. Esperienza e personalità da vendere si sono già palesate in queste primissime uscite estive. Davanti a lui si sta delineando una coppia di centrali di sicuro affidamento, a loro volta leader in successione nelle ultime due annate: Smalling prima, Mancini poi. L'inglese è già stato allenato da JM a Manchester e se sta bene fisicamente può ancora fare la differenza. L'ex atalantino - per tempra soprattutto - può rappresentare una delle più immediate propaggini del tecnico sul campo. Ai loro fianchi Karsdorp al momento è l'indiscusso titolare sulla fascia destra e viene da una stagione positiva ai limiti del sorprendente. Mentre in attesa di ritrovare Spina (e trovare Viña), Calafiori è più che una promessa e l'altro baby Tripi, sia pure da adattato, si è mosso bene. Le controprove nel giro di una settimana: con le due squadre di Siviglia e il Belenenses.