Dalla solitudine alla moltitudine. Un anno dopo, per la Roma sarà tutta un'altra UdineTrasferta vietata nel passato campionato con grande irritazione anche dei tifosi friulani, settore ospiti della Dacia Arena esaurito per la sfida di sabato prossimo (ore quindici) che certificherà il ritorno del campionato dopo la sosta a causa degli impegni delle varie Nazionali.

Prima partita in otto giorni che, probabilmente, saranno decisivi per la nostra Roma: dopo l'Udinese, la sfida Real all'Olimpico per il primo posto nel girone di Champions, poi, ancora in casa, il faccia a faccia con l'Inter di Spalletti domenica due dicembre. I primi a esserne consapevoli, come sempre, sono i tifosi giallorossi che anche in questa infinita vigilia stanno certificando una straordinaria voglia di non lasciare mai sola la Roma. Non serve neppure un esercizio di ottimismo per sostenere che saranno oltre centomila i tifosi romanisti che complessivamente seguiranno le tre partite della prossima settimana. E il numero che abbiamo fatto può essere soltanto in difetto.

La prima del 13 febbraio e quella di oggi

A Udine settore esaurito

Finiti. I poco meno dei millecinquecento tagliandi che l'Udinese ha messo a disposizione per il settore ospiti. Del resto in trasferta, quando è stato possibile, i romanisti hanno sempre seguito in massa la squadra. Udine, oltretutto, è una delle trasferte più complicate da un punto di vista logistico, la distanza è notevole e, come sabato prossimo, se la partita inizia alle quindici obbliga a chi si sposta in auto o pullman a partenze nel pieno della notte o addirittura il giorno precedente con conseguente aumento dei costi.

Un anno fa a Udine non fu possibile esserci solo perché le istituzioni vietarono la trasferta in conseguenza di alcuni scontri avvenuti a Verona nel turno precedente. Una decisione che lasciò tutti perplessi, a cominciare dalla tifoseria dell'Udinese che manifestò pubblicamente il dissenso a un divieto che non aveva ragione di essere imposto. Tra l'altro tra le due tifoserie non c'è mai stata una rivalità di quelle che hanno riempito le cronache. Stavolta non sarà così perché il settore dei tifosi romanisti sarà esaurito. E a questi bisognerà aggiungere anche tutti quei tifosi che si sistemeranno nelle tribune. In particolare i romanisti che vivono nel nord Italia, un numero che è sempre crescente.

Real, Olimpico sold out

Il martedì dopo l'Udinese, all'Olimpico si presenterà il Real Madrid detentore della Champions League. Basta e avanza perché l'Olimpico sia già praticamente esaurito (l'incasso sarà intorno ai cinque milioni). Inoltre sarà una partita che di fatto metterà in palio il primo posto nel girone. Se i giallorossi dovessero regalarci un'altra notte tipo Barcellona, questo vorrebbe dire praticamente la garanzia del primo posto nel girone con tutti i vantaggi del caso, dal sorteggio contro le seconde degli altri gironi alla certezza di poter giocare in casa la sfida di ritorno degli ottavi di finale.

Già da qualche giorno a disposizione dei ritardatari sono rimaste poche decine di biglietti per la Monte Mario che sono poi quelli singoli per i quali devi trovare una persona che da sola va allo stadio. C'è da tener presente che la capienza in Champions è di poco inferiore ai sessantamila e tanti saranno i cuori giallorossi che spingeranno la squadra di Di Francesco all'assalto della squadra campione d'Europa.

E per l'Inter...

Mancano praticamente quasi due settimane alla sfida contro l'Inter di Spalletti e pure Nainggolan (che all'Olimpico sarà accolto in maniera molto diversa dal tecnico), ma già sono stati vendute diverse migliaia di tagliandi per un totale superiore ai trentamila paganti. In questa e nella prossima settimana si registrerà il grosso delle vendite e non è difficile immaginare che contro i nerazzurri in una sfida che, allo stato attuale delle cose, potrebbe riaprire la corsa anche al terzo posto, si possa arrivare, a distanza di pochi giorni dalla gara contro il Real Madrid, alla quota di cinquantamila paganti (c'è da tener presente anche qualche migliaio di tifosi interisti). Insomma, sommando questi numeri saremo in centomila. Anzi di più.