Se avete deciso di seguire la Roma in Russia e stasera arriverete in taxi o con Uber all'ingresso sfarzoso del Parco Luzhniki, non fatevi lasciare prima della sbarra. Perché il complesso dell'impianto sportivo è talmente vasto che poi per arrivare alle tribune dello stadio vero e proprio dovreste camminare per un paio di chilometri lungo la Moskova, con una vista deliziosa, per carità, ma che dopo un po' si rischia di non apprezzare più. Del resto a Mosca è tutto grande.

Nello stato più vasto del mondo, nella capitale con gli spazi sterminati e le strade tanto larghe, nella grande casa Russia, non poteva esserci un impianto (statale) meno maestoso, con una capienza oggi superiore alle 80.000 unità e che dopo il rifacimento in vista dei mondiali (qui fu disputata pochi mesi fa la finale vinta dalla Francia sulla Croazia) è diventato davvero un gioiello di architettura sportiva da far invidia, soprattutto se pensiamo a quanto sta patendo la Roma per il suo.

Farà freddo, stasera, ma non il gelo che si poteva temere. Solo qualche giocatore più sensibile (vedi Jesus nell'allenamento di ieri) userà la calzamaglia. La temperatura si terrà infatti sopra lo zero e a scaldare l'ambiente penseranno i tifosi del Cska che, per le gare di Champions (in campionato giocano all'Arena, un altro gioiellino di 30.000 posti), si mischiano gioiosi a quelli dello Spartak: ne sono attesi 57000. 5-600 al massimo i sostenitori della Roma, arrivati qui a Mosca in parte lunedì, qualcuno ieri e gli ultimi stamattina. Qualche preoccupazione per la rivalità che s'è riattizzata dopo i fatti dell'andata, oltretutto sovradimensionati da certi giornali. Vigilerà un imponente servizio d'ordine.