Amarcord

24 maggio 1951: dominio Ciancola

Quando “il rapido di Testaccio” oscurò sui giornali Coppi e il Giro. Al Gran Premio M.A.S. da Terni a Roma fu un assoluto trionfo suo e del ciclismo giallorosso

Coppa Italia 1952 da sin. Elio Imperi, Bruno Monti, Luciano Ciancola

Coppa Italia 1952 da sin. Elio Imperi, Bruno Monti, Luciano Ciancola

08 Agosto 2022 - 11:30

Mentre Fausto Coppi, Fiorenzo Magni e Rik Van Steenbergen si contendono la maglia rosa, un ragazzo romano e romanista quasi ruba loro lo spazio nelle prime pagine dei giornali. Si tratta di Luciano Ciancola, che il 24 maggio 1951 vince il gran premio M.A.S., gara molto dura che va da Terni, proprio vicino ai luoghi dove sta passando il Giro d’Italia dei professionisti, a Roma. 

Il ciclista dell’A.S. Roma non è ancora quello che l’anno dopo diventerà campione del mondo, ma è proprio lì che comincia l’avventura che lo porterà in maglia iridata. Se lo coccola con gli occhi il Ct Giovanni Proietti che, dopo aver visto questa grande vittoria, decide di convocarlo per i Mondiali che si disputeranno a Varese. Un primo assaggio di maglia azzurra, prima del trionfo dell’anno successivo. "Da tempo desideravamo assistere a una corsa come questa", si legge sulla prima pagina del Corriere dello Sport, che all’interno definisce Ciancola “il rapido di Testaccio”, un "elemento di grande avvenire, che ha dimostrato, se ancora ve ne fosse bisogno, di essere nettamente il miglior dilettante in Italia".

Il più forte di tutti

La prima parte di gara vede in fuga De Vecchis e Mussocco. Raggiunti i 2’50” di vantaggio proprio nei pressi di Civitacastellana, dal gruppo si staccano Ciancola, l’altro giallorosso Bruno Monti, Di Camillo, Tito, Bianchi, Volpi e Faggiani, anche lui dell’A.S. Roma. Quando prova a staccarsi, Ciancola e Monti restano in gruppo, in nome del gioco di squadra. Faggiani però cade, si rialza, prosegue ma soffre per la caduta e non può fare molto. Così, alla salita di Civitacastellana, Ciancola affianca Monti, abbozza un sorriso che è il segnale: sta per partire. Scatta due volte. Prima si lascia dietro Volpi e Bianchi, poi stacca anche Monti e Di Camillo. All’altezza di Rignano riprende Mussocco, ormai allo stremo delle forze, e a Magliano raggiunge De Vecchis, per poi staccarlo due chilometri dopo. "A quel punto - scrive Mario Pennacchia - Luciano già sentiva urlare nel dialetto di Testaccio la gente che andava sempre più brulicando ai bordi della strada: aspettò un attimo, concesse con magnanimità ancora una istante di illusione al rivale, quindi abbassò la testa e se ne andò ad attaccare il suo berrettino sul palo più alto del traguardo. Gli ultimi chilometri, intanto, fecero strage di concorrenti esausti: allora Monti, che ricevette ordine di partire, si lanciò al galoppo. Sulla salita di Rignano ad uno ad uno staccò Bianchi, Di Camillo, Massocco, De Vecchis: andò a salutare il compagno che l’aveva preceduto, soprattutto a dar nuovo lustro alla sua bandiera giallorossa". Un finale da campione vero per Ciancola, al termine di una corsa di ben 208 chilometri, che non fa altro che mettere in risalto la classe del “rapido di Testaccio”.

"Ciancola, con la gara odierna - scrive Mario De Angelis - ha mostrato quanto egli valga nelle quotazioni in campo nazionale. La sua fama non è usurpata e ben lo hanno compreso i dirigenti delle altre società italiane presenti alla gara. Luciano sembra un professionista nato. Non possiede lo spunto del velocista, né quello dell'arrampicatore e, lasciatecelo dire, neppure la dote di gran passista. Ma unisce i tre requisiti in uno solo: egli è completo. Sa tenere la distanza e sa calcolare il momento propizio. Il “colpo gobbo” ieri l’ha proprio sferrato al momento giusto. Non un chilometro prima, non un chilometro dopo. Quella di Ciancola è una carta che il Ct potrà senz'altro giocare a Varese e con pieno successo".

È un trionfo romanista, perché un altro ciclista che si è ben comportato è Bruno Monti, che avrà poi un grande futuro da professionista. Quando Ciancola era partito all’attacco, infatti, aveva ancora energie sufficienti per rispondere all’azione del compagno di squadra, ma ha avuto l’accortezza di attendere per non fare il gioco delle altre squadre. Alla fine si è guadagnato un meritatissimo secondo posto, con un distacco di un minuto dal suo compagno di squadra. Bravo anche l’altro romanista Faggiani, che nonostante la caduta porta a casa il quarto posto, dietro a Di Camillo. Senza la caduta e senza le seguenti sofferenze, il corridore di Allumiere avrebbe lottato per la vittoria. 

Capolavoro romanista

Una grande prova di squadra in tutti i sensi, non solo a livello tecnico. Anche nel passato, come oggi e come sempre, infatti, l’A.S. Roma si distingue per la sua capacità organizzativa. Basta leggere il giudizio del Corriere dello Sport per farsi un’idea: "L’organizzazione dell’A.S. Roma è stata ottima. Entusiasmo dalla partenza all’arrivo e particolarmente nei centri attraversati. Bruno Castelnuovo, ideatore della gara, era visibilmente soddisfatto e ne aveva ben donde. Ricordiamo infine Pietro Chiappini, direttore sportivo di gran classe, e Agostino Rosa, autista di notevole perizia. Grazie a lui abbiamo potuto vivere le fasi della bella e riuscitissima corsa".

Così, per un giorno, l’A.S. Roma Ciclismo, sia con la sua organizzazione sia con i suoi campioni, riuscì a mandare in secondo piano il Giro d’Italia e Fausto Coppi. E in fondo, un anno dopo, succederà più o meno la stessa cosa, perché Coppi non sarà convocato per il campionato del mondo dei professionisti in Lussemburgo, mentre Ciancola lo vincerà tra i dilettanti. Un trionfo annunciato già da più di un anno, perché chiunque lo aveva visto vincere il trofeo M.A.S. nel 1951 aveva capito che in circolazione non c’era nessuno meglio di lui.

L’ordine d’arrivo

Ciancola, Monti e Faggiani i nomi dei tre ciclisti romanisti tra i primi cinque sulla linea d’arrivo del Gran premio MAS (Terni-Roma), che si è tenuto giovedì 24 maggio del lontano 1951:
1) Luciano Ciancola (A.S. Roma)
2) Bruno Monti (A.S. Roma) a 1’01”
3) Edesio Di Camillo (A.C. Cisterna) a 2’20”
4) Alvaro Faggiani (A.S. Roma) a 5’44”
5) Emidio De Vecchis (U.S. Lazio) a 6’40”

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