La Salernitana torna in Serie A dopo 23 anni e la promozione obbliga Claudio Lotito a dover cedere la società granata. Secondo quanto riporta Calcioefinanza.it, la Figc vieta la multiproprietà per la stessa serie. Il 50% della Salernitana è in mano a Morgesten, a sua volta al 100% posseduta da Memini, che appartiene alla famiglia Mezzaroma (tra cui Cristina Mezzaroma, moglie di Claudio Lotito). L'altro 50% invece è della Omnia Service, il cui socio unico al 100% è Enrico Lotito, figlio del patron della Lazio. Nonostante il nome di Claudio Lotito non appaia, la Omnia Service comunque risulta tra le "parti correlate" nel bilancio della Lazio.

Nell'articolo 16, comma 1, delle Noif (Norme Organizzative Interne Figc) specifica che alla stessa persona è vietato essere a capo di due club che militano nella stessa serie, mentre al comma 4 dell'articolo 16-bis è scritto che, quando accade, i soggetti interessati devono comunicarlo alla Federcalcio e porvi termine entro 30 giorni dalla fine del campionato. Dunque, la Salernitana ha un mese per cambiare proprietà e non deve essere in alcun modo riconducibile a Lotito né a parenti o affini di quest'ultimo. "Un soggetto - si legge nel comma 2 dell'articolo 16 - ha una posizione di controllo di una società o associazione sportiva quando allo stesso, ai suoi parenti o affini entro il quarto grado sono riconducibili, anche indirettamente, la maggioranza dei voti di organi decisionali ovvero un'influenza dominante in ragione di partecipazioni particolarmente qualificate o di particolari vincoli contrattuali".