Paul Pogba, centrocampista del Manchester United, è stato uno dei protagonisti della Francia campione del mondo ai mondiali di Russia. L'ex juventino si è preso la scena non solo in campo ma anche negli spogliatoi. Le telecamere lo hanno immortalato mentre carica i compagni prima della finale contro la Francia. Un discorso da brividi che ha messo in evidenza il carattere da leader di Pogba: "Non voglio dire troppo, sappiamo tutti dove siamo, sappiamo tutti quello che vogliamo, conosciamo la strada che abbiamo attraversato e posso vederlo nei nostri cuori, nei nostri occhi. Siamo concentrati. Ragazzi, non dimenticatevelo, siamo a soli 90 minuti da una storia incredibile: una partita, non so quante ne abbiamo giocate nelle nostre carriere, nelle nostre vite, ma qui cambierà tutto, cambierà la storia. Ci sono due squadre e una coppa, è lo stesso per loro. Lo vogliono. Abbiamo perso una finale, lo sappiamo, ce l'abbiamo ancora qui, qui e qui (indicando il cuore e la testa ndr.). Oggi ci guardiamo l'un l'altro e non permettiamo a un'altra squadra di prendere ciò che è nostro. Stasera ci dobbiamo prendere un posto nella memoria dei francesi, dei loro figli, dei loro nipoti. Novanta minuti per entrare nella storia, per sempre, per sempre ragazzi, quindi ora vi guardo, non voglio gridare. Andiamo in campo come guerrieri. E dopo voglio vedere le lacrime, lacrime di gioia, non lacrime di tristezza. Lacrime di gioia sul campo e tutti che ci baciamo a abbracciamo, ok?". Parole trasformate poi in fatti sul campo con la Francia che ha trionfato per 4-2.

Quello della finale non è l'unico discorso da film (stile Al Pacino in "Ogni maledetta domencia") del mondiale di Russia. Già prima degli ottavi contro l'Argentina, vinti poi per 4-3, Pogba aveva preso in mano le redini dello spogliatoio per caricare i compagni: "Ragazzi, voglio vedere dei guerrieri sul campo oggi. Stasera non voglio andare a casa. Stasera non vado a casa, restiamo ancora in questo hotel, continueremo a mangiare quella ca**o di pasta. Non me ne frega un ca**o, oggi non andiamo a casa. Voglio festeggiare, dobbiamo morire sul campo, ma nessuno deve lasciare il suo compagno di squadra, sul campo siamo tutti insieme. Guerrieri, soldati, oggi li uccideremo. Gli argentini, Messi, non Messi, non me ne frega niente. Veniamo a vincere questa fottuta Coppa del Mondo". Anche in quel caso il discorso ha sortito l'effetto desiderato con la Francia che ha superato il turno.