A Trigoria è giunto a fare visita Paolo Condò, giornalista di Sky Sport che collaborerà alla stesura dell'autobiografia di Francesco Totti, in uscita nel prossimo autunno. Queste le sue parole:

Come mai da queste parti?
"Stiamo facendo cose meravigliose. Questo momento sarebbe chiuso alla stampa... Francesco Totti ha già annunciato che stiamo lavorando alla sua autobiografia, che dovrebbe essere pubblicata in autunno. Quindi sono qui per ultimarla. Faccio le ultime audizioni, le ultime acquisizioni di materiale. Francesco è sempre stato molto riservato nel corso della sua carriera, quindi concedeva un'intervista all'anno e si doveva sempre parlare dell'attualità. Mentre oggi, potendo spaziare e potendo parlare a 360 gradi, non ci sono solamente le cose meravigliose che ha fatto. Ad esempio c'è la sua passione per il tennis. Sarà un'autobiografia onesta e completa, dove lui racconta tutte le sensazioni che ha provato nei diversi momenti della sua carriera. Tutto il materiale che ho raccolto e che stiamo mettendo su carta è eccezionale".

C'è qualcosa che non ti aspettavi e che ti ha stupito di lui?
"Sì ma non te lo posso dire (ride, ndr). Ce ne sono tante, e io non riesco mai a tenere un segreto. Questa volta però devo. Ci sono cose che quando me le ha raccontate io ho detto "No! Lui?!", e lui mi ha risposto "Sì, lui!". Non posso dire". 

Stai facendo soffrire tanti romanisti.
"No dai, manca poco, manca veramente poco. L'ho scritto per due terzi, mi aspetta un mese di agosto poco vacanziero".

Per raccontare una figura come Totti, da dove si comincia?
"Si comincia sempre dall'uomo, in questo caso dal bambino. Perché nella stessa infanzia di Totti ci sono degli episodi che segnano un bivio, dove lui scelgie, o i genitori scelgono per lui. Come per miracolo, noi oggi abbiamo davanti la sua carriera meravigliosa, ma credo sia incredibile che tutte le scelte di fronte al bivio siano risultate giuste. Ma questo possiamo dirlo a posteriori. Nel momento in cui erano fatte queste decisioni... Raccontiamola questa. Il calcio che il fratello Riccardo dà alla madre quando la Lodigiani le dice di aver ricevuto offerte dalla Roma, dalla Lazio e dal Milan... "Dove lo mandiamo?". E Riccardo, tifoso della Roma, temendo che la madre, avendo simpatie laziali lo mandasse alla Lazio, le tira un calcio sotto al tavolo. Ed entrambi mi hanno raccontato questo episodio. In realtà Francesco era tifosissimo della Roma e quella scelta venne presa anche e soprattutto con lui. Pensate se Francesco avesse scelto il Milan, quel Milan. Il Milan ricco. Cosa avrebbe fatto? Come sarebbe stata la sua carriera? Ci sono una serie infinita di sliding doors che hanno portato fino a questo momento, e che hanno reso Totti il capitano della Roma, romano e romanista, e il più grande giocatore della storia del club".

Essere una bandiera oggi è molto raro.
"E sarà sempre più raro. Come sapete, anche nel libro ripercorriamo dettagliatamente un paio di episodi in cui Totti avrebbe potuto lasciare la Roma, prima con Bianchi (per la Sampdoria), poi con i contatti con il Real Madrid. Io pensavo scherzasse all'inizio, poi dopo mesi di lavoro insieme l'ho conosciuto meglio e quindi so che non scherza quando dice: "Ma sai perché non sono andato al Madrid?" E io gli ho risposto: "No, perché". E lui: "Perché non sapevo come dirlo a mia madre". Questa fa capire il concetto: partire dall'uomo, perché il giocatore è stato poi una meravigliosa conseguenza".

In Italia sono arrivati Carlo Ancelotti, CR7, a Roma è tornato Pastore... Come vedi la prossima Serie A?
"La Juventus ha vinto sette scudetti consecutivi, e in particolare il terzo e il quarto sono arrivati con 17 punti di vantaggio, il ché vuol dire che giocava un altro sport. Ma gli ultimi due sono arrivati con 4 punti di vantaggio, una volta sulla Roma e una volta sul Napoli. Quindi un gap che nel tempo si stava colmando. Chiaramente l'arrivo di uno dei più forti giocatori del mondo, insieme a Messi, nonostante sia mirato alla ricerca della vittoria della Champions (Ronaldo non gioca 15 partite per poi conservarsi per la Champions), porta a pensare che la Juventus in questo momento riallunghi il gap con le avversarie. Però il panorama è cambiato. Il panorama vede anche le tre squadre della Champions, ovvero il Napoli (senza mai aver avuto problemi economici), l'Inter e la Roma (che hanno ormai completato il loro percorso di rientro dai debiti storici che avevano accumulato). Quindi l'acquisto di CR7 deve essere visto come una nuova sfida mossa dalla Juventus a un panorama molto più solido e robusto fino a pochi anni fa. Non c'è mai stata una sfida del genere, forse Maradona al Napoli, Ronaldo all'inter. Per il lavoro che faccio, la contendibilità dello scudetto è un bene. Poi non mi importa chi lo vince. Però la gente guarda la televisione, compra i giornali, segue con interesse se lo scudetto è conteso... e questo è un bene. Quindi spero che le tre squadre che ho citato prima rispondano, non con Messi, ovvio, ma con un mercato intelligente, come è stata la mossa del Napoli di richiamare Ancelotti. Capisco che da Napoli si dica che la risposta è Carlo, perché è vero. L'Inter ha fatto un mercato espansivo, che è più forte dell'anno scorso. La Roma sta accumulando una quantità di talento giovane impressionante. Magari non tutti i ragazzi riusciranno... statisticamente è impossibile. Under, Schick (nel quale continuo a riporre assoluta fiducia), Kluivert, Coric, Cristante, Pellegrini. E io immagino che dopo l'operazione Alisson, dove davanti potrebbe arrivare qualcosa di interessante e giovane... Vorrei conoscere segretamente quello che Pallotta ha chiesto a Di Francesco. Se mi chiedi dove sarà la Roma tra tre anni ti dico in cima. Ma se mi chiedi dove sarà l'anno prossimo, onestamente non lo so. Perché è iniziato un grande lavoro di assemblaggio".

Dall'anno scorso il mister sta lavorando con due squadre di titolari. Poter lavorare con tutti questi ragazzi dal primo giorno di ritiro è un fattore.
"Tutte le squadre sono alle prese con queste cose. Inserire Ronaldo non è inserire un giocatore normale. Ronaldo cambia le regole dell'ecosistema, ne diventa il centro. Una cosa che alla Juventus non è successa con Higuain, che era centrale, ma non così tanto. La Juve dovrà lavorare per inserire CR7. Inter e Roma venivano da un'ottima stagione, non bisogna dimenticare la semifinale di Champions dei giallorossi. Nel calcio del passato, di cui ogni tanto ho nostalgia, bastava aggiungere due pezzi per poter puntare l'anno dopo allo Scudetto. Invece sono profondamente cambiate e quindi devi fare un lavoro di assemblaggio che pensavi di aver concluso l'anno scorso. Il Napoli, invece, ha cambiato l'allenatore... Poi manca Jorginho, che va con Sarri perché era funzionale a un gioco che lì non vedremo più. Ho sempre detto che Sarri ha aggiunto 10 punti con il suo gioco. Sarà difficile per Ancelotti, perché senza Sarri quell'organico partirà con 10 punti in meno. Le prime quattro sono tutte attese da lunghi periodi di lavoro":