Si è da poco conclusa una stagione in qualche modo storica per il calcio italiano, in positivo e negativo. È stata la prima in cui abbiamo avuto una squadra riserve nelle categorie inferiori, la Juventus, il che denota il fallimento di un progetto ma al tempo stesso le sue potenzialità visto che tanti talenti dell'Under 23 hanno saputo mettersi in mostra fino a debuttare in prima squadra. Abbiamo visto per la prima volta l'Italia nel Mondiale Under 20 spingersi fino alle semifinali, dimostrando tutta la bontà del nostro settore giovanile dalla A alla Serie C, riuscendo quasi a vivere il sogno della finale, se non fosse stato per quel gol di Scamacca annullato allo scadere dal Var. Segnali positivi accanto ad altri poco incoraggianti, che testimoniano una situazione contrastante in Italia, a partire dalla massima categoria.

Chi investe sui giovani, almeno nel Bel Paese, gode di risultati alterni, come dimostra uno studio esclusivo realizzato da Bwin. È il caso di chi ha la rosa per età media più bassa del campionato, la Fiorentina: certo non è stata facile la stagione dei viola, i quali hanno sì vissuto una semifinale di Coppa Italia al cardiopalma con l'Atalanta, ma hanno poi ottenuto la salvezza solo all'ultima di campionato in un match thriller con il Genoa: una situazione talmente deprimente da costringere i Della Valle dopo 17 anni a cedere la proprietà, nelle mani ora di Commisso.

Il Milan, per necessità o per virtù, negli ultimi anni ha fatto molto affidamento sui giovani: da Donnarumma a Calabria fino ai vari Locatelli e Cutrone. Tutti calciatori arrivati da una Primavera in grossa difficoltà, visto che è retrocessa in Serie B. I rossoneri hanno promosso tanti giovani italiani del proprio settore giovanile accanto a investimenti su calciatori afferma ma non sono arrivati risultati all'altezza della società rossonera, pur vincendo un titolo e disputando una Finale di Coppa Italia. Dal punto di vista economico, l'afflusso di giovani cresciuti in casa potrà generare importanti plusvalenze sul bilancio sotto osservazione del club milanese.

Il paradosso italiano è quello interista, unica squadra nella storia del calcio italiano capace di vincere la Champions dei giovani, ma incapace poi di portarli in prima squadra. Negli ultimi due anni l'Inter ha utilizzato i migliori prodotti del vivaio per realizzare plusvalenze e mettere a posto i bilanci. L'ultimo caso in ordine di tempo è Pinamonti passato al Genoa per quasi 20 milioni di euro.

In ambito estero l'Ajax è senza ombra di dubbio l'esempio migliore di squadra giovane e virtuosa: ad un passo dalla finale di Champions League, forse proprio l'inesperienza dei suoi talenti ha permesso al Tottenham di recuperare una partita impossibile, subendo 3 gol nell'ultima mezzora di gioco. Per passare al Dortmund in Germania, salvo poi trasferirli puntualmente ad un Bayern storicamente pigliatutto, o al Monaco e Lione in Francia: se il Psg esce i soldi per i propri campioni, queste due sono le società che meglio di ogni altra operano in ambito giovanile per fruttare milionarie plusvalenze nel giro di pochi anni.