«La situazione che riguarda il Milan è anomala, ma la Uefa non l'ha gestita bene». A sostenerlo è Marco Bellinazzo, giornalista del Sole 24 Ore ed esperto di calcio e finanza: ieri lo abbiamo interpellato in merito alla vicenda che riguarda la società rossonera e la sentenza tanto attesa che dovrebbe escludere il club dalla partecipazione alla prossima Europa League.

Una sentenza che, a differenza di quanto trapelato martedì pomeriggio «Non era in programma. Non era previsto nessun giudizio sul club rossonero, non c'era nulla all'ordine del giorno che riguardava il Milan - ha aggiunto Bellinazzo - Il fatto è che su queste vicende molta gente parla a sproposito senza conoscere bene le cose. Non c'è una data certa, può essere domani (ieri ndr) come tra una settimana. L'unica cosa certa è che esiste una vera e propria corsa contro il tempo che sta mettendo in atto il Milan per non rischiare di andare troppo in là con i tempi: se le cose si prolungano verrà a crearsi uno scenario simile a quello dello scorso anno, con una sentenza arrivata troppo in avanti. Per il Milan sarebbe positivo subire ora la sanzione, avendo poi a disposizione più tempo per pianificare con maggior cura ed attenzione il modo per rientrare nei paletti del Fair Play Finanziaro».

Non è solo il Milan, però, ad augurarsi una rapida soluzione della vicenda. Anche la Roma aspetta di conoscere il parere della Uefa per pianificare la propria stagione. «Normalmente questo tipo di procedure deve chiudersi prima che parta la stagione, comunque in tempo utile per non procurare questi disguidi alle varie società interessate - ha continuato Bellinazzo - Ma, lo ripeto, la vicenda del Milan è anomale e la Uefa non l'ha gestita bene. La Uefa ha paura che qualora il Milan, ma per esempio anche il City per quanto riguarda la sua questione, fossero messi alle strette, potrebbero portare la vicenda oltre i limiti del Tas, quindi ad un tribunale ordinario mettendo in pericolo tutta l'impalcatura del Fair Play Finanziaro rispetto alle norme europee sulla libertà d'impresa e sulla libera concorrenza. La Uefa, quindi, ha un chiaro timore di confrontarsi col fondo Elliot nel caso del Milan e con lo sceicco per quanto riguarda il City Group: si tratta di paure politiche in ambito europeo che, di conseguenza, condizionano anche i giudici contabili che ne risentono nel loro modo di procedere. Così si sono creati i tempi lunghi che però hanno un limite fisiologico, ovvero quello dei preliminari dell'Europa League. Ma al di là del calendario vero e proprio, e delle date certe, andrebbe dato ai vari club un tempo minimo, per organizzarsi nel modo giusto, senza doversi preoccupare delle anomalie e delle rispettive procedure».