Bufera

Putiferio Juve: si dimette tutto il Cda. Ecco cosa rischia il club bianconero

La clamorosa decisione è stata dettata dal coinvolgimento del club nell’inchiesta Prisma, nell’ambito della quale la Procura di Torino ha ipotizzato diversi reati

Andrea Agnelli

Andrea Agnelli

La Redazione
29 Novembre 2022 - 12:34

Lo scossone è arrivato in serata con la forza d’urto di un cataclisma: il cda della Juventus ha rassegnato le dimissioni. In blocco, a partire dal presidente Andrea Agnelli (e dal suo vice Nedved), al vertice da 12 anni. All’amministratore delegato uscente Arrivabene è stato chiesto di occuparsi della gestione corrente fino all’insediamento della prossima dirigenza. La clamorosa decisione è stata dettata dal coinvolgimento del club nell’inchiesta Prisma, nell’ambito della quale la Procura di Torino ha ipotizzato i reati di false comunicazioni sociali e false comunicazioni rivolte al mercato, addirittura con la richiesta di misure cautelari (volte a impedire la reiterazione del reato) per Agnelli e altri dirigenti, respinta a ottobre scorso. I bilanci oggetto di indagine sono quelli compresi fra il 2018 e il 2020. Per traslare il riferimento temporale alle questioni di campo, si tratta del triennio in cui Cristiano Ronaldo è transitato in bianconero. E proprio la faraonica operazione di mercato e le relative spese monstre  sarebbero state alla base della conduzione finanziaria sotto la lente d’ingrandimento della giustizia prima e della Consob poi. Fardelli che hanno spinto la società torinese a rinviare due volte l’assemblea degli azionisti e a compiere un passo indietro, come si evince dalla nota diramata in serata. Poco dopo è trapelato anche il testo della lettera inviata da Agnelli ai dipendenti Juventus. «Quando la squadra non è compatta presta il fianco agli avversari», il passaggio chiave. L’altra parte della squadra, guidata da John Elkann, è ora pronta a prendere le redini. Già dalla nomina del nuovo Dg Maurizio Scanavino, Ceo del gruppo editoriale Gedi e uomo di fiducia del ramo Elkann. Come riporta Gazzetta.it, la Procura federale ha in mano le carte dell'inchiesta: valuterà se ci sono gli estremi per la riapertura dell'indagine. Bisogna tenere a mente, in queste situazioni, che il piano della responsabilità penale è diverso da quello della responsabilità sportiva. Quali sono le possibili conseguenze? In questo senso bisogna analizzare l'articolo 31 del codice di giustizia sportiva che prevede, per "la falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi ovvero qualsiasi altra attività illecita o elusiva", sanzioni dalla "penalizzazione di uno o più punti in classifica" alla "retrocessione all'ultimo posto in classifica del campionato di competenza e dunque il passaggio alla categoria inferiore". Sanzioni graduate chiaramente alla gravità del fatto accertato. 

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