Lo ricordava anche Goffredo Mameli: «...che schiava di Roma Iddio la creò», recita Il Canto degli Italiani, facendo riferimento al rapporto tra il Bel Paese e la sua Capitale. Ovvio, quindi, che Roma sia la città in cui la Nazionale ha giocato più volte nel corso della sua storia: prima allo Stadio del Partito Nazionale Fascista e poi, dal 1953 in poi, allo Stadio Olimpico. L'attuale impianto che ospita la Roma fu inaugurato proprio con una partita degli Azzurri, il 17 maggio 1953: cerimonia in grande stile, poi batosta contro la Grande Ungheria di Puskas e Hidegkuti, fresca vincitrice della medaglia d'oro alle Olimpiadi di Helsinki; 3-0 per i magiari al triplice fischio.

Quindici anni dopo fu invece festa grande: il 10 giugno 1968, nella ripetizione della finale degli Europei, l'Italia batte 2-0 la Jugoslavia (reti di Riva e Anastasi) dopo l'1-1 di due giorni prima e conquista la Coppa continentale. Il pubblico dell'Olimpico, nel corso della ripresa, dà vita ad una vera e propria "fiaccolata" bruciando i giornali trovati sugli spalti: una scena che è nell'immaginario collettivo di chiunque segua il calcio da tanti anni. In quella squadra c'è anche un romano, "Picchio" De Sisti, che all'epoca milita nella Fiorentina, ma che è cresciuto in giallorosso e che in giallorosso tornerà di lì a qualche anno. Cuore romanista è anche Bruno Conti, che nel suo Olimpico gioca la seconda partita della carriera in Nazionale: è il 1° novembre 1980 e l'Italia batte 2-0 la Danimarca in una gara di qualificazione ai Mondiali 1982, di cui il "Marazico" sarà assoluto protagonista. Otto anni dopo, tra i protagonisti azzurri abbiamo Peppe Giannini: sono le Notti Magiche di Italia '90; i ragazzi di Vicini fanno cinque su cinque all'Olimpico, e nella seconda gara, quella contro gli USA, l'1-0 porta la firma proprio del nostro Principe. Purtroppo, il sogno italiano si interromperà in semifinale (a Napoli) contro l'Argentina di Maradona.

Riusciranno nell'impresa di vincere il Mondiale altri due figli di Roma, Francesco Totti e Daniele De Rossi, assieme in Germania nel 2006. Per il Dieci la prima all'Olimpico con la divisa della Nazionale è il 16 dicembre 1998, in un'amichevole contro il Resto del Mondo che la squadra di Zoff stravince 6-2 (a segno anche Eusebio Di Francesco). Per quanto riguarda DDR, il battesimo azzurro a Roma arriva tre mesi dopo il trionfo Mondiale, per la precisione in una sfida tra Italia e Ucraina del 7 ottobre 2006 che i ragazzi di Donadoni portano a casa (2-0). Ma il ricordo più recente che associa la Nazionale allo Stadio Olimpico è senza dubbio la fase a gironi di Euro2020: la cerimonia di apertura, l'11 giugno scorso, fa da preludio al 3-0 rifilato dagli Azzurri alla Turchia, con Spinazzola eletto man of the match. Tre vittorie su tre gare a Roma, poi la cavalcata a spasso per l'Europa e il trionfo a Wembley.