Probabilmente Alberto Sordi, l'attore che più di tutti ha incarnato l'ideale romano nella storia del cinema, non poteva che nascere nel cuore della sua città, a via San Cosimato, nel rione di Trastevere, il 15 giugno del 1920. Oggi si festeggia il centenario e nonostante le oggettive difficoltà che ci hanno riguardato in questi mesi, una ricorrenza speciale come questa va ricordata rendendo omaggio al suo immenso talento, mai dimenticato. Oggi alle 11.30 nella Sala della Protomoteca in Campidoglio si terrà una cerimonia alla quale interverranno la Sindaca Virginia Raggi, Italo Ormanni (Presidente della Fondazione Museo Alberto Sordi), Giambattista Faralli (Vicepresidente) ed Alessandro Nicosia (curatore e organizzatore degli Eventi per il Centenario). Nel corso dell'evento anche Carlo Verdone e Christian De Sica porteranno la testimonianza del rapporto di grande amicizia che li legava all'attore scomparo nel 2003. Nell'ambito delle celebrazioni, a partire dal prossimo 16 settembre, nella storica villa dell'attore (per la prima volta aperta al pubblico) e al Teatro dei Dioscuri, verrà inaugurata la grande mostra dal titolo "Il Centenario- Alberto Sordi 1920 – 2020" che sarebbe dovuta partire a marzo scorso, prima del lockdown. Bisognerà ancora aspettare qualche mese, sperando che questa situazione di emergenza possa essere presto solamente un brutto ricordo.

Dotato di una straordinaria vitalità e di un immenso talento fece della sottile ironia la sua caratteristica più amata. «Non ci ha mai permesso di essere tristi», disse di lui Ettore Scola, regista e grande amico dell'attore. Inizialmente scartato dall'Accademia di recitazione dei Filodrammatici di Milano, per il suo innato accento romano, non si è mai arreso grazie anche alla tenacia e all'impegno. La sua capacità di scherzare e ironizzare sulle piccolezze, sulle nevrosi e le contraddizioni degli italiani, nel corso degli anni, ha lasciato un segno nella storia del costume del nostro Paese. Il periodo che va dal 1937 al 1957, fu quello della crescita professionale in cui Sordi si fece conoscere come doppiatore di Oliver Hardy. Sui palcoscenici del Varietà e alla radio portò alla ribalta personaggi e tipiche caricature come quella di "Mario Pio". In quel periodo nascerà anche la grande amicizia con Fellini che lo porterà al successo come attore, dirigendolo ne "Lo sceicco bianco" e i "Vitelloni". Un artista straordinario che ci ha regalato più di duecento film. Ma "Albertone" ha dovuto faticare non poco, per vedere riconosciuta la sua bravura. Senza mai abbattersi, ma anzi, combattendo con una tenacia inarrestabile è riuscito a diventare uno degli attori più apprezzati del cinema italiano.