Daniele Belardinelli è l'ultimo di un triste e fin troppo lungo elenco di tifosi morti in occasione di partite. Il primo risale al 1963: è il tifoso della Salernitana Giuseppe Plaitano, raggiunto da un colpo sparato in aria da un poliziotto durante un'invasione di campo. Sedici anni dopo, nel 1979, la tragedia arriva nella Capitale, prima dell'inizio di un derby, quando un razzo partito dalla Sud colpisce al volto Vincenzo Paparelli nella Curva opposta. Negli Anni 80 gli episodi si moltiplicano. Nell'84 cade il triestino Stefano Furlan in seguito a scontri con gli udinesi. Nello stesso anno è il milanista Marco Fonghessi a perdere la vita dopo la gara fra i rossoneri e la Cremonese. Quattro anni dopo la vittima è l'ascolano Nazzareno Filippini in seguito agli scontri scoppiati fra gli ultras marchigiani e quelli interisti. Il 4 giugno del 1989 è San Siro il lugubre teatro di una tragedia ancora viva nei ricordi di tutti i romanisti: a cadere è il diciottenne Antonio De Falchi, aggredito da una trentina di ultras milanisti.

Un arresto cardiaco durante le cariche della polizia è la causa della morte dell'atalantino Celestino Colombi nel 1993. Sorte simile a quella che toccherà cinque anni più tardi al trevisano Fabio Di Maio, al termine della gara fra la sua squadra e il Cagliari. Ma negli Anni 90 le armi da taglio cominciano a essere sempre più diffuse durante gli scontri e nel ‘95, prima di un Genoa-Milan, al tifoso rossoblù Vincenzo Spagnolo sono fatali le coltellate inferte da un rossonero. Nel 2001 è il messinese Antonino Currò a perdere la vita durante un derby col Catania, colpito da una bomba carta. Nel 2003 il napoletano Sergio Ercolano cade nel fossato dello stadio di Avellino in seguito a scontri con la polizia. Nel 2007 l'assurda scomparsa di Gabriele Sandri disegna una frontiera inedita degli omicidi di tifosi: il ragazzo romano, in viaggio verso Milano, dorme in un'auto ferma in autogrill, quando l'agente Spaccarotella spara un proiettile dalla corsia opposta dell'autostrada che gli stronca la vita. Nel 2014 è il napoletano Ciro Esposito a essere ferito a morte da un proiettile prima della finale di Coppa a Roma fra Napoli e Fiorentina.