La brutta serata del Meazza non ha lasciato indifferente il primo cittadino di Milano, Giuseppe Sala, grande tifoso interista presente in tribuna a San Siro per la sfida contro il Napoli. Il sindaco milanese ha voluto esprimere il proprio sdegno per gli insulti razzisti a Koulibaly con un post su Facebbok. «Sono andato allo stadio, seguendo quella passione che mi ha trasmesso mio papà, come credo sia per tanti tifosi - si legge nel post - E quando vado a gioire e soffrire per i colori del mio cuore confesso che spesso penso a lui, a quando andavamo insieme a San Siro. Ho preso freddo, mi sono agitato, ho esultato per la vittoria dell'Inter. Ma sono tornato a casa avvilito. Quei "buu" a Koulibaly sono stati una vergogna. Un atto vergognoso nei confronti di un atleta serio come lui, che porta con fierezza il colore della sua pelle. E anche, pur in misura minore, nei confronti di tante persone che vanno allo stadio per tifare e per stare con gli amici».

Dopo la pubblicazione del post da parte del sindaco di Milano, il primo cittadino di Napoli Luigi De Magistris ha risposto a Sala, apprezzando le sue parole e proponendogli di organizzare insieme un'iniziativa contro il razzismo e a difesa dei valori della Costituzione, che colleghi le due città. Proposta che Sala ha subito accettato. De Magistris è anche intervenuto a radio Crc: «La partita andava assolutamente interrotta come tra l'altro più volte sollecitato. Ho apprezzato tantissimo il tweet di Koulibaly che ho condiviso perché credo che quello sia il messaggio che appartiene anche a me come essere umano, napoletano, italiano e cittadino del mondo. Purtroppo il razzismo nel nostro paese avanza, anziché arretrare. Se adesso non si arriva al punto, come più volte sollecitato, di interrompere una partita, allora davvero vuol dire che non si ha il coraggio di imporre quelle che dovrebbero essere le regole dello sport. Se lo sport deve diventare "vinco a qualsiasi prezzo e a qualsiasi costo", cioè non ci sono più regole di ingiustizia e imparzialità, non so fino a che punto valga la pena guardare le partite».

Beppe Sala, invece, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Sky facendosi promotore di una provocazione interessante. «Continuerò ad andare a vedere l'Inter, ma la prossima volta ai primi "buu" farò un piccolo gesto, mi alzerò e me ne andrò. Anche mercoledì avrei voluto farlo. Lo farò per me, consapevole del fatto che a chi ulula contro un atleta nero non fregherà niente di me. Ma lo farò. L'Inter farà quello che ritiene opportuno. A me piacerebbe che a Empoli la fascia da capitano la portasse Asamoah. Icardi è un ragazzo intelligente e potrebbe cederla per quest'occasione in modo da dare un bel segnale. Sarebbe davvero un bel gesto che potrebbe far riflettere. Nel frattempo chiedo scusa a Kalidou Koulibaly, a nome mio e della Milano sana che vuol testimoniare che ci si può sentire fratelli nonostante i tempi difficili in cui viviamo. Sono d'accorco con la chiusura dello stadio, serviva un segnale da parte della giustizia sportiva e puntualmente è arrivato. Poi in merito al numero delle giornate che l'Inter dovrà giocare senza tifo non sono io che posso dire se siano poche o troppe. Sono d'accordo anche sul mancato stop al campionato per gli incidenti avvenuti fuori da San Siro perché allo stadio vanno anche persone per bene, anche genitori che portano i propri figli e che devono continuare a farlo - ha concluso Sala - Così come penso non sia necessario sospendere le partite quando ci sono degli insulti razzisti ai calciatori perché allo stesso tempo ci sono tante persone che cercano di coprirli con le loro voci. Ma vanno puniti tutti responsabili che si rendono protagonisti degli ululati e di altri insulti razzisti».