Europa League

Da Puskas a Benitez sognando in grande: la storia del Panathinaikos

I prossimi avversari della Roma in Europa League sono tornati in una competizione europea dopo 7 anni. Nel 2010 l’ultimo titolo greco

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Lorenzo Latini
28 Gennaio 2026 - 07:00

Apostolos Nikolaidis, l’uomo a cui è intitolato lo stadio in cui la Roma giocherà domani sera, fu un calciatore e tecnico del Panathinaikos, e in seguito anche presidente del Comitato Olimpico ellenico. Quando nacque, nel 1896, il club biancoverde non era neppure stato ancora fondato: vide la luce nel 1908, come una polisportiva, che tutt’oggi ha nel basket la principale disciplina. Ma anche la squadra calcistica ha saputo, in oltre un secolo di storia, dare soddisfazioni ai propri tifosi. Loro, piuttosto che “Pana”, chiamano il club “PAO”, acronimo del nome originario, Panathinaikos Athlitikos Omilos, ovvero “Il club atletico di tutti gli ateniesi” (con buona pace dei sostenitori dell’AEK e dell’Olympiacos del Pireo).

Il simbolo è un trifoglio, che nel logo compare in verde su fondo bianco: sono i due colori sociali della squadra, che ad oggi detiene 20 titoli nazionali e altrettante Coppe di Grecia, oltre a 3 Supercoppe nazionali. Manca un trofeo continentale, ma il PAO lo sfiorò nel 1971: in panchina sedeva una leggenda del calcio, l’ungherese Ferenc Puskas, figura carismatica che guidò i greci fino alla finale di Coppa dei Campioni; dopo aver eliminato Jeunesse Esch, Slovan Bratislava, Everton e Stella Rossa di Belgrado, dovettero arrendersi a Wembley all’Ajax di Cruijff e Michels. Il bomber di quella squadra era Antonis Antoniadis, secondo miglior cannoniere nella storia del club con 197 reti; meglio di lui ha fatto soltanto il polacco Krzysztof Warzycha, autore di 288 centri tra il 1989 e il 2004.

Dopo l’exploit con Puskas, il Panathinaikos non è più riuscito a ripetersi ad alti livelli in ambito europeo, raggiungendo al massimo i quarti di finale prima in Champions e poi in Coppa UEFA nel periodo tra il 2001 e il 2003. Del resto, anche la vittoria del campionato nazionale manca da un po’: per l’esattezza dal 2009-10, proprio la stagione a cui risale l’unico confronto ufficiale tra la Roma e i biancoverdi. Nei sedicesimi di finale di Europa League, i giallorossi allenati da Ranieri si arresero con una doppia sconfitta per 3-2 tra Atene e Roma. In quella squadra militavano l’attaccante francese Djibril Cissé e Kostas Katsouranis, campione d’Europa con la Grecia nel 2004. Da allora, però, le cose si sono complicate: il PAO ha vissuto anni di crisi, con un profondo dissesto finanziario, dal quale si sta rialzando soltanto di recente. Certo è che da quelle parti puntano molto sugli allenatori: prima di Puskas c’era stato un altro ungherese, Bela Guttmann, quello della famosa maledizione sul Benfica, e in seguito da Atene passarono anche il “Petisso” Pesaola (calciatore della Roma dal 1947 al 1950) e il romeno Kovacs. In tempi più recenti, non hanno avuto grande fortuna gli italiani Malesani e Stramaccioni. Ora il patron Giannis Alafouzos, businessman con le mani in pasta nel mondo dei media e della navigazione, si è affidato alla sapiente guida di Rafa Benitez, uno che di coppe europee se ne intende eccome. L’obiettivo? Tornare a vincere il campionato, anche se non sarà per quest’anno (il Pana è quinto, e rischia di rimanere fuori dai playoff per il titolo), e fare bella figura in Europa. Non domani contro la Roma, però: niente di personale.

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