Ci sono tanti motivi per cui l'Atalanta oggi è una delle squadre più "spaventose" del campionato italiano: ad esempio è una squadra che tira in porta molto più degli altri e con grande precisione, di conseguenza è anche una squadra che segna come nessuno (61 gol, 2,65 a partita: la Roma è ferma a 42, 1,83 a gara). Una vera e propria macchina da gol.

E poi è formata da giocatori muscolari, agonisticamente preparatissimi, dotati di corsa e gamba e difficili da arginare. In più hanno due fantasisti che si stanno esprimendo su livelli altissimi (Gomez e soprattutto Ilicic, sei gol nelle ultime sei partite) e l'autostima del gruppo sta raggiungendo i suoi massimi picchi, adesso che hanno ritrovato lo smalto migliore proprio alla vigilia del ritorno alla ribalta della Champions League (giocheranno il 19 febbraio in casa l'andata degli ottavi contro il Valencia di Florenzi).

Ma quello che ancora rende la squadra di Gasperini uno strano e indecifrabile animale è il modo assolutamente unico di giocare, sia di difendere come di attaccare. Tatticamente infatti l'Atalanta è una creatura multiforme che attacca e difende invariabilmente con sette uomini. Al limite, qualche volta si scoprono davanti e ad occuparsi degli avversari in fase di non possesso rimangono in un numero inferiore e questo è anche il motivo per cui rispetto alle altre big del campionato il numero dei gol subiti è più alto (31, contro i 23 della Juventus, i 20 della Lazio e dell'Inter, migliori difese in assoluto, i 30 della Roma) ed è decisamente basso il numero delle parate dei suoi portieri, anzi, è addirittura il più basso della serie A, con 58.

La loro forza è storicamente la difesa a tre, baluardo tattico che Gasperini ha adottato agli inizi della sua carriera e non ha mai mollato, anzi ha rifinito nel tempo proprio fino alla perfezione quasi assoluta dell'ultimo segmento della sua carriera, quando ha reso questa Atalanta costata due euro (almeno in proporzione rispetto agli squadroni con cui se la batte) un gruppo vincente e di conseguenza ricca la sua società.

Gli oliati meccanismi tattici permettono l'interscambio dei giocatori all'interno di uno spartito perfettamente recitato, dove tutti sanno fare tutto, da un reparto all'altro, dall'esterno all'interno. Marcano di reparto all'occorrenza, ma per la maggior parte del tempo prediligono i duelli uno contro uno, e per questo sono anche i più bravi in serie A nelle marcature preventive.

Nelle ultime cinque partite i giocatori più utilizzati (quelli con con oltre 300 minuti di gioco su 450) sono stati quelli di cui Gasperini evidentemente si fida di più: Gollini in porta, i tre difensori Toloi, Palomino e Djimsiti, i centrampisti De Roon (utilizzato sia esterno che interno), Freuler, Pasalic e Gosens (il più utilizzato con 443 minuti), il trequartista Gomez e le punte Ilicic e Zapata.

La fase di possesso parte sempre dal basso, verticalizzano se c'è spazio per giocare ma sanno anche attendere che si riempia l'area avversaria con le difese schierate, puntano alla sorpresa con gli inserimenti anche dei difensori centrali e quando vanno in vantaggio diventano quasi imprendibili. Non a caso già cinque volte hanno segnato almeno quattro gol ad un avversario. Curiosamente vivono periodi esaltanti alternati ad altri in cui rendono la metà. Ora sono segnalati nel pieno della forma.