Soulé: "Ho voluto tanto la Roma". Balbo: "Hai fatto bene, i tifosi qui sono come in Argentina"
I due argentini protagonisti di un'intervista doppia sul canale della Roma. Abel: "Gli auguro di vincere lo Scudetto qui". Matias: "I tifosi qui sono matti"
(AS ROMA)
Sul canale della Roma è uscita una doppia intervista che vede come protagonisti Matias Soulé e Abel Balbo. Questo il contenuto della puntata:
Matias, come stai? Ti sei allenato?
Soulé: "Tutto bene, un po' stanco: il mister ci ammazza..."
Abel, tu hai chiuso con il calcio giocato: ora per te c'è il padel.
Balbo: "Sì, perché è arrivata la vecchiaia e c'è meno rischio di farsi male".
Tutti e due argentini, ma di due zone diverse. Tu, Mati, sei nato a Mar de la Plata, mentre tu, Abel, a Empalme Villa Contucion.
Balbo: "Tra i due posti ci saranno 800 km, ma dove è nato lui è molto più bello, soprattutto con l'estate".
Soulé: "Sì, d'estate è pieno di gente".
Avere un rapporto profondo con le proprie origini è giusto, come nel caso di voi argentini.
Balbo: "Siamo molto legati. Puoi vedere quanto i calciatori argentini siano legati alla maglia della nazionale: è un onore, non c'è cosa più grande che può avere un calciatore, soprattutto se hai la fortuna di poter giocare anche un mondiale".
Mati, tu quanto spesso torni in Argentina?
Soulé: "Ogni volta che abbiamo giorni di vacanza, sfrutto un po' delle cose di lì, anche se l'Italia è molto simile ma per noi che siamo nati lì non c'è niente come l'Argentina. Appena posso faccio una "scappata"".
Anche il vostro rapporto con Roma è molto forte. Abel, tu non te ne sei mai andato.
Balbo: "No, mai. Anche il feeling è importante, come va l'esperienza: io ho avuto sempre un rapporto molto forte col presidente, che era come un padre: casa mia me l'ha fatta prendere il presidente Sensi. Ho avuto un rapporto straordinario con i tifosi: questa è casa mia".
Adesso un bel rapporto con i tifosi lo hai pure tu, Mati. In Italia hai visto Torino e Frosinone, però Roma è Roma.
Soulé: "Sì, ne stavamo parlando prima. Avevo chiesto ad Abel se fosse rimasto qui a vivere: secondo me Roma è un'altra cosa, molto simile all'Argentina. E poi hai tutto: hai la Roma, la gente, un feeling come quello nostro. E poi anche il clima: è una delle città migliori al mondo senza dubbio".
Le vostre radici calcistiche: tu, Abel, sei cresciuto nel Newell's Old Boys, club di Rosario, mentre Matias si afferma nel vivaio del Vélez, vicino Buenos Aires. Come è crescere da calciatore in Argentina?
Balbo: "Guarda, periodi diversi. Sicuramente le cose che ho vissuto io Matias non le ha vissute per sua fortuna. Io ho avuto la fortuna, ma come lui, perché il Vélez lavora veramente bene con i giovani, di crescere lì, anche nella crescita umana mi ha aiutato, perché quando giocavamo noi i tifosi sparavano. Non potevi fare la doccia, a volte anche noi chiedevamo all'arbitro di fischiarci contro altrimenti non ne uscivamo".
Soulé: "Come Abel, sono stato in convitto col Vélez, dagli 11 ai 16 anni sono stato da solo e poi sono arrivato in Italia. Cambia tutto. Spesso succedeva che ero il più piccolo, vedevo ragazzi più grandi che avevano nostalgia di casa, io invece avevo più fame. Non dico che è stato duro andare via a quell'età, ma è stato un sacrificio necessario".
Balbo: "Sono ostacoli necessari per arrivare. Non basta solo il talento, ci vuole anche carattere, voglia di arrivare, la capacità di capire che ti può cambiare la vita. Stare in convitto ti forma, devi sopravvivere, non è sicuramente in Argentina come alla Roma".
Abel, tu arrivi alla Roma nel 1993, avevi 27 anni. Tu, Mati, arrivi nel 2024 a 21. Due fasi diverse delle vostre carriere: cosa rende la Roma così speciale?
Balbo: "Per me la Roma era un punto d'arrivo la Roma. Io volevo giocare in una grande squadra in Italia. In quel momento lì giocare in Italia era il massimo, c'erano tutti i più grandi giocatori, quindi era difficile entrare perché giocavano solo tre stranieri per squadra. L'obiettivo mio era giocare in una grande squadra, la Roma lo è, quindi una volta arrivato qui ero felicissimo. A 27 anni ero molto più maturo di Matias che ne aveva 21: avevo già alle spalle 4 anni di Udinese, avevo giocato i Mondiali, caratterialmente ero preparato in modo diverso. Però devo dire che lui mi piace tanto, ha tanta personalità: è difficile giocare all'Olimpico e chiedere sempre la palla, provare l'uno contro uno, ripetersi o riprovarci. Lì non è tanto l'errore, è quello che fai dopo, e io vedo certi ragazzi, e Matias è uno di quelli, che se sbagliano ci riprovano: lì vuol dire che il giocatore c'è".
Soulé: "La Roma è speciale perché quando ero alla Juve ho voluto fortemente venire qua. Per me è stata una bellissima scelta. una grande piazza, una grande squadra. Speriamo di dare tanto ai tifosi".
Abel, come descriveresti la tua Roma?
Balbo: "Molto diversa, i sette anni in cui sono stato sono stati tutti molto diversi tra loro. Quando sono arrivato era un anno di ricostruzione, la Roma quasi falliva, dovevamo costruire una squadra che potesse fare bene per il futuro. Non c'era ambizione, non si arrivava neanche a giocare le coppe. E poi la mia ultima Roma invece ha vinto lo Scudetto, una squadra piena di super campioni. Sono stati periodi molto diversi, ci ha unito sempre la voglia di far bene e la passione per questa maglia. Io ho vissuto tutti i momenti: momenti molto difficili e altri di esaltazione totale, percHè poi vincere lo Scudetto a Roma è molto difficile, e lo auguro anche a Matias, qua".
La passione dei tifosi è incredibile: che rapporto hai con loro?
Balbo: "Per farti capire, avevo finito il campionato con l'Udinese e ancora non ero passato alla Roma, ma un romanista mi chiamò nel mio paesino per dirmi di venire: lì ho capito che ambiente avrei trovato".
Soulé: "Io penso che i tifosi della Roma siano come quelli in Argentina. Sono matti, c'è una passione quasi uguale".
Uno dei momenti che aspettano è sicuramente il derby: entrambi avete fatto gol. Iniziamo da quello di Mati nel pareggio dell'anno scorso.
Soulé: "Segnare mentre eravamo in svantaggio è stato incredibile, è stato il mio primo gol all'Olimpico anche se giocavamo fuori casa, seppur con la nostra gente lì. Inizialmente pensavo non fosse entrata, poi ho visto l'arbitro e lì sono esploso davanti alla Sud".
Davanti alla Sud come il gol di Balbo nel 94-95.
Balbo: "Sì, una bellissima partita vinta 3-0. Feci il gol dell'1-0 rischiando un calcio in faccia del difensore. Sono andato due volte all'ospedale per perdita di sensi dopo contrasti: se fai il centravanti sai che può capitare. Segnare sotto la Sud in un derby è il massimo, poi quello è stato un derby particolare. Sono arrivato a casa e non potevo entrare: c'erano regali da tutti, anche dai tifosi, tornando a quanto detto prima".
Anche sulle punizioni ve la cavate bene: Abel, commenteresti questa di Mati contro il Parma?
Balbo: "Questa è una punizione per cui ci vuole qualità enorme, perché è molto difficile mandarla sopra la barriera quando sei così vicino alla porta, una sensibilità nel piede che hanno pochi, i campioni. Un tiro straordinario".
Abel, che calciatore ti ricorda Soulé?
Balbo: "Fonseca, mio compagno d'attacco, compagno ideale: mancino, bravo nell'uno contro uno, ti fa far gol".
Entrambi avete avuto a che fare con un grande calciatore argentino: Abel con Batistuta, e tu, Mati, con Dybala. Come è giocare con Paulo?
Soulé: "Lo conosco da prima, e qua l'ho conosciuto di più. Siamo diventati ottimi amici, siamo sempre insieme. Tutti lo conoscono per come è in campo, di campioni come lui ce ne sono pochi, ma soprattutto fuori è un grande".
Tu, Abel, con Batistuta hai vinto tantissimo a Roma.
Balbo: "Ci conosciamo da ragazzini e abbiamo fatto una carriera insieme. Al Newell's, alla Fiorentina, alla Roma, in nazionale... Mi ha fregato a Parma, mi ha detto: "Vai che arrivo!". Io sono andato e lo sto ancora aspettando".
Come spiegheresti la sensazione di vincere a Roma a Matias?
Balbo: "Penso che lo capirà, guarda come è contenta la gente dopo tre vittorie di fila e pensa allo Scudetto. Qualcosa di unico e di indimenticabile: gli auguro di farlo".
Abel, per te 11 gol in 36 partite con l'Argentina. Mati, tu sei stato convocato da Scaloni ma non hai esordito. Abel, come glielo puoi raccontare l'esordio?
Balbo: "Indimenticabile, qualcosa di speciale. Il rapporto che abbiamo noi argentini con la nostra maglia è difficile da capire, solo un argentino può. Sono esperienze belle, lui sicuramente avrà questa possibilità, avrà il suo spazio".
Mati, ci pensi al Mondiale di quest'estate?
Soulé: "Sì, sarebbe bellissimo. Anche per gli italiani immagino sia bellissimo, ma per noi argentini secondo me indossare la maglia del nostro paese è qualcosa di magico. Non ho ancora fatto l'esordio con la nazionale maggiore ma ho fatto un po' di partite con le giovanili, già lì si vive qualcosa di speciale. Non posso immaginare come sarà l'esordio".
Balbo: "E hai tanto tempo, hai 22 anni, sei un ragazzo. Io la prima volta in nazionale ci sono andato a 24, poi ho fatto tre mondiali, c'è tempo ancora".
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