Estadio Santiago Bernabeu, teatro dei sogni. Sogni di Coppe e di Campioni, come canterebbe qualcuno. Casa del Real Madrid, il club che detiene il primato di Champions vinte nella sua storia, tra vecchia e nuova denominazione del trofeo. Un impianto da oltre 80mila posti, capace di far tremare le gambe a qualsiasi squadra.

Non alla Roma, o per lo meno non sempre. In cinque precedenti in Champions League a Madrid, siamo riusciti a ottenere due vittorie e un pareggio. Nelle altre due gare siamo usciti sconfitti, ma sempre a testa alta, vendendo cara la pelle. Dal gol di Francesco Totti nel 2001 in poi, Real Madrid-Roma è sempre stata sinonimo di emozioni, e non solo per il blasone dell'avversario.

Nel segno di Totti

Dopo la sconfitta all'esordio nel giorno dell'attentato alle Torri Gemelle, la Roma di Fabio Capello fa visita ai Galacticos il 24 ottobre 2001: al 35' Candela si beve Celades e dal fondo mette in mezzo, dove arriva di gran carriera Francesco Totti. Piatto di sinistro a porta praticamente sguarnita e siamo in vantaggio. Nella ripresa pareggia i conti Figo grazie a un calcio di rigore quanto meno discutibile.

Ci rifacciamo quasi un anno esatto dopo, il 30 ottobre 2002. Una Roma che è partita zoppicando in campionato si presenta al Bernabeu per cercare l'impresa soltanto sfiorata nella sfida precedente. A sbloccare la partita ci pensa ancora una volta il Dieci, sempre arrivando dalle retrovie sulla respinta della difesa spagnola. Stavolta il tiro viene scoccato col destro, ma il risultato non cambia: palla in fondo al sacco e al 27' siamo in vantaggio. Nonostante l'assedio dei Blancos, stavolta riusciamo a tenere botta con una prestazione eroica e generosa. Il triplice fischio sancisce il ritorno alla vittoria di una squadra italiana al Bernabeu dopo 35 anni. L'ultima a riuscirci era stata la Grande Inter di Herrera.

Due anni più tardi sembra che la storia possa ripetersi: De Rossi e Cassano ci portano sullo 0-2 dopo appena 20', ma Raul accorcia le distanze prima dell'intervallo e nella ripresa il Real capovolge la gara andando a vincere 4-2. In panchina siede Ezio Sella, traghettatore dopo le dimissioni di Rudi Voller in attesa che arrivi Delneri: è una delle stagioni più difficili della storia recente della Roma. Niente a che vedere con quello che accade il 5 marzo 2008.

"Eroici"

Reduci dalla vittoria casalinga per 2-1 nella gara d'andata degli ottavi, andiamo al Santiago Bernabeu per giocarci l'accesso ai quarti per il secondo anno consecutivo. La partita si sblocca nella ripresa, dopo un primo tempo di studio tra le due squadre, quando Vucinic con una magia costringe Pepe a stenderlo rimediando il secondo cartellino giallo. Con un uomo in più, prendiamo campo e cingiamo d'assedio il Real: al 73' un volo di testa di Taddei su pennellata di Tonetto dalla sinistra ci porta in vantaggio e fa esplodere il settore ospiti. Raul pareggia immediatamente i conti (in evidente posizione di fuorigioco), ma in pieno recupero Vucinic ci regala la gioia di un altro successo in casa dei marziani, all'epoca allenati da Bernd Schuster: punizione dalla destra di Panucci, il montenegrino approfitta dell'uscita maldestra di Casillas e insacca l'1-2 che ci porta tra le migliori otto d'Europa. Il Romanista, all'indomani, titola in prima pagina: "Eroici", con una foto che ritrae tutta la squadra che corre - mano nella mano - a raccogliere l'abbraccio dei tanti tifosi giallorossi accorsi in Spagna per incoraggiare, come sempre, la Roma.

L'ultimo precedente

La Roma torna a Madrid otto anni dopo: in panchina è tornato Luciano Spalletti, protagonista già del successo del 2008. Ma stavolta c'è da ribaltare lo 0-2 incassato all'Olimpico, un'impresa titanica contro i Blancos di Zidane, Cristiano Ronaldo, Bale e Modric. I giallorossi giocano a testa alta, senza alcun timore reverenziale, e sfiorano il vantaggio in almeno tre circostanze, ma Dzeko e Salah non riescono a finalizzare.

Nella ripresa Ronaldo e James Rodriguez ci puniscono e proseguono la corsa verso la prima di tre Champions League di fila conquistate dai Blancos di Madrid. A Madrid ora ambiscono al poker, ma la Roma vuole riscattare il balbettante inizio stagione con un tris nel teatro dei sogni intitolato a Santiago Bernabeu.