Questa sera contro il Porto soffierà sulle sessanta candeline di Champions. Un traguardo mica da poco per chiunque, anche di più se la maglia è sempre stata quella della Roma e il nome stampato sulle spalle è De Rossi. È la sua competizione, fin dalla primissima volta. Daniele è maggiorenne da poco, ma ha già catturato l'occhio di Fabio Capello, che pure non è tipo da lasciarsi intenerire dai ragazzini. Eppure quel caschetto biondo che in mezzo al campo non ha paura di nulla conquista il friulano di ferro. Al punto che non esita a farlo esordire proprio nella massima competizione europea. Venti minuti in campo con l'Anderlecht, in un 1-1 che contribuirà a qualificare la Roma alla seconda fase.

Trascorrono tre anni prima di vederlo titolare nella Coppa accompagnata dal famoso inno: De Rossi si è ritagliato un ruolo di primo piano già nell'ultima stagione capelliana e la stagione successiva è il perno del centrocampo di una squadra basata su tanti prodotti del vivaio. Si gioca al Bernabeu e dopo soli tre minuti è proprio lui a portare in vantaggio la Roma dei giovanissimi nella tana dei Galacticos. La gara finirà 4-2 per il Real, ma la sua prima firma in Champions è di quelle da ricordare. Esattamente come l'ultima, il 2-0 che indirizza verso l'impresa da tramandare ai posteri la notte magica contro i marziani del Barcellona. In mezzo più di cinquanta partite, di ogni genere, anche cupo. Perfino nella notte più buia la stella di De Rossi non si spegne: il suo gol a Old Trafford è bello e romantico. Prima e dopo, tante prestazioni da incorniciare: da Lione a Madrid, alle due strepitose vittorie a distanza di dieci anni con il Chelsea. Fino alla straordinaria cavalcata dell'ultima stagione. In questa si è fermato a due presenze. Eppure stasera toccherà le sessanta.