Se Atene piange, Sparta non ride. Mentre a Udine maturava l'ennesima proroga della sosta per le nazionali auto-inflitta da parte della Roma, nei Paesi Baschi il Real Madrid aveva appena rimediato la quinta batosta stagionale in Liga. Con un punteggio anche più umiliante: 0-3 sul campo del piccolo Eibar. Nella capitale spagnola - dove sono abituati "benino" in quanto a risultati - le reazioni non si sono fatte attendere. Impregnate del sapore acre dell'indigestione ripetuta. Terminata l'era Lopetegui con un parziale da brividi (cinque sconfitte nelle ultime sette partite ufficiali, fra le quali un altro hattrick a Siviglia, la dolorosissima manita del Camp Nou e il pesante ko di Champions a Mosca), con Solari sembrava arrivato il cambio di passo. Invece le prime quattro vittorie sono state un'illusione. Il valore degli avversari avrebbe dovuto fornire indicazioni più relative che assolute: Melilla in Copa del Rey, Plzen in Europa, e in campionato i non irresistibili Valladolid e Celta, quest'ultimo piegato anche grazie a un rigore estremamente generoso.

È bastata una squadra mediamente organizzata come l'Eibar a mettere a nudo le tante pecche dei blancos. Sotto accusa è finito il reparto arretrato, "capace" di incassare 19 reti in 13 partite di Liga. Per lo storico termometro del madridismo As, «La peor defensa de la última década», la peggior difesa dell'ultimo decennio. Che è poi la stessa dell'anno precedente, arricchita da un portiere di fama mondiale come Courtois: Carvajal (o Nacho), Ramos, Varane e Marcelo. Tutti nazionali e fra loro uno dei tre candidati finali al Pallone d'Oro (sempre più un premio a tinte bianche, a dispetto dei risultati recenti). Un passivo, quello attuale, registrato a questo punto della stagione soltanto sotto la guida di Schuster, che come ricorda il quotidiano gli costò l'esonero.

I numeri impietosi non aiutano a rasserenare uno spogliatoio che sembra sempre sul punto di esplodere. Emblematiche le dichiarazioni di Kroos sabato a fine gara: «Dobbiamo migliorare dietro, non siamo stati all'altezza del compito». Parole che evidentemente hanno colto nel segno, tanto da essere rispedite al mittente con una punta di acidità da Varane: «Subiamo tanto perché tutto il gruppo non sta bene». Con tanti saluti anche all'effetto Solari. Secondo Marca, «La Liga es un infierno para el Real Madrid», titolo che non ha bisogno di traduzioni. Nel focus dell'altro giornale della capitale, si passano in rassegna le ultime 51 giornate: ovvero lo scorso campionato e l'inizio di quello attuale. Ben 11 le sconfitte, solo il 55% di vittorie, 60 gol incassati e 22 punti di distacco complessivo dal Barcellona.

In Catalogna, dove pure non vivono la migliore stagione dell'ultimo decennio (la leadership della classifica è nuovamente del Siviglia, proprio ai danni del Barça), si godono il momento di crisi degli storici rivali. El Mundo Deportivo, molto più che vicino ai colori blaugrana, utilizza una punta nemmeno troppo velata di sarcasmo per dipingere le ultime sconfitte del Real. A due sole tinte: «Este Madrid tiene un problema con el azulgrana» uno dei titoli, con chiara allusione alle débacle con Levante ed Eibar, che hanno rispettivamente preceduto e seguito il clamoroso 5-1 rifilato dal Barcellona ai campioni d'Europa in carica nel recente Clasico. È proprio allo scenario internazionale in cui i blancos l'hanno fatta da padroni negli ultimi tre anni che ormai si guarda per salvare una stagione che sembra già irrimediabilmente segnata in patria. Almeno secondo i giornali spagnoli, poco avvezzi a un Real in tono dimesso. Aiutarli ad abituarsi non sarebbe male.