Settore Giovanile

Da Vigevano alla Roma con grinta da vendere: la storia di Seck, muro della Primavera

Mortara Calcio e Milan, poi il passaggio in difesa alla Pro Vercelli e l'esordio in Serie C. Nel 2024 il trasferimento nella Capitale per lasciare il segno

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Sergio Carloni
10 Marzo 2026 - 17:37

La Roma, in fin dei conti, era nel destino di Mohamed Seck. Sin da piccolo. Il perché è presto detto: 20 aprile 2006. È il giorno di nascita del difensore della Primavera giallorossa. Ventiquattro ore prima di quella data che per ogni romano e romanista che si rispetti è più che simbolica. Lo stesso vale per lui: Mortara Calcio, Milan, Pro Vercelli. Tutte in quel giorno che precede l’avvento di Roma; una maglia, quella giallorossa, che il senegalese ha imparato a portare addosso con rispetto e dedizione. Senza risparmiare mai una goccia di sudore sul campo, anche nei momenti di difficoltà.

Preziosa gavetta

Ma la Roma non è un manifesto appeso in pubblica piazza, nella vita di Seck. Tutto ha inizio più a nord. Nato a Vigevano da genitori senegalesi, inizia a prendere confidenza col pallone al Mortara Calcio, distante pochi chilometri dal suo paese natale: a 6 anni, l’avventura prende il via. I giorni passano velocemente, tra un allenamento e l’altro. I sogni sono grandi. Prendono sempre più forma quando due anni più tardi arriva la prima grande chiamata: il Milan, che lo preleva dalla periferia e lo porta al centro delle sue giovanili. Al centro, proprio perché Seck parte in mezzo al campo e si sviluppa lì, come mediano.

Ma a 10 anni è di nuovo tempo di cambiare strada. Dalla Lombardia al Piemonte, di nuovo nel calcio di provincia. Ma con la promessa, a se stesso, di un posto tra i grandi. La Pro Vercelli lo nota, lo ingaggia, lo fa crescere. Sempre a un’ora da casa. Stavolta sul versante opposto.

La squadra della Pro Vercelli Under 14 nel 2019. Sulla fila più alta, all'ultimo posto sulla sinistra, un piccolo Mohamed Seck

"Mai affrettare i giudizi"

Qui ci sono tempo, spazio e modo per rallentare, godersi l’età e comprendere gli errori. In tal senso, il lockdown è fonte di guadagno. “Forse è, più di tutti, il giocatore che mi ha insegnato quanto sia difficile affrettare i giudizi”, racconta Riccardo Leardi, ex tecnico di Seck nell’Under 14 e nell’Under 15 della Pro Vercelli, a Il Romanista. Parole che rappresentano alla grande le potenzialità del ragazzo: “A quell'età non spiccava particolarmente, perché doveva ancora svilupparsi e aveva difficoltà; era invece già molto bravo nella comprensione del gioco e delle sue sfaccettature”.

Di fatto, tra il 2019 e il 2021 ‘Momo’ (così lo chiamano a Trigoria) non passa momenti facili. Rispetto ai compagni è più piccolo di statura e fa fatica. Ma la dedizione non manca mai. Il passaggio al centro della difesa ne segna la consacrazione come giovane da sviluppare e coinvolgere nella fase di gioco più delicata. “Decisi di abbassarlo”, spiega Leardi: “All’inizio ha faticato, ma poi ha capito che avrebbe potuto mettere a disposizione la sua qualità nella costruzione dal basso e che avrebbe retto i duelli corpo a corpo. Magari piangeva perché non giocava un'amichevole o perché partiva dalla panchina: quello era il termometro del suo carattere”.

 
 
 
 
 
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Talento e ambizione

La voglia non gli manca. Salta i test, gioca quando conta. E a casa, durante la pandemia, chiede al suo mister di rivedere le partite; di analizzare pregi e difetti delle sue prestazioni. Valori inestimabili riconosciuti anche da Leardi: “Un giocatore con quel cervello e quella mentalità rende tutto più facile”. Poi la crescita lo assiste: scala le gerarchie, arriva in Under 16 e 17; fino al salto tra i grandi, sempre con la Pro Vercelli. È il 4 ottobre 2023, Seck ha 17 anni e viene scelto tra gli undici del tecnico Dossena contro la Juventus U23. Esordio tra i professionisti. Accumula 5 presenze, 4 di queste in Serie C. Dopodiché, la Roma lo strappa alla concorrenza e il 15 gennaio 2024 ne comunica il trasferimento. Ha inizio il capitolo più importante, lontanissimo da casa, stavolta. E con una maglia da onorare.

 
 
 
 
 
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Ma nella Capitale, il percorso non inizia benissimo. Il classe 2006 fa subito sentire i suoi centonovantadue centimetri di altezza e potenza. Segna alla prima in Under 18, contro il Bologna, ed esplode di gioia. Fermandosi alla terza presenza: lungo stop e conseguente assenza fino al termine della stagione 2023-24. Voltare pagina è d'obbligo. E il 2024-25 rappresenta la piccola svolta di 'Momo'. Nelle gerarchie di Falsini, tecnico della Roma Primavera, parte in ballottaggio con gli altri centrali, Mirra, Golic e Nardin. Si sogna lo scudetto, la vetta. E Seck dà il suo contributo: capacità nell'anticipo, dirompenza, pulizia negli interventi. Qualche sbavatura nella gestione c'è e non gli preclude un ampio bottino a fine regular season: 24 presenze tra Campionato e Coppa Italia, con due gol. E la Roma prima. Alla fase finale, però, arriva il ko in casa della Fiorentina. Mohamed resta in panchina e lascia l'annata con un'espressione amara: un'operazione alla spalla.

 
 
 
 
 
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Imprescindibile

L'estate passa. "Di nuovo io contro me stesso", scrive sui social. Un altro anno, tra partite con la Primavera e primi approcci a Trigoria con la prima squadra, se n'è andato. Davanti c'è un futuro da scrivere, nonostante le difficoltà. Seck recupera, salta la prima e alla seconda di Federico Guidi, tornato in panchina, è già in campo. La Roma cade, lui gioca 58'. È solo il via di un 2025-26, almeno fino a oggi, da protagonista, con rinnovo di contratto (fino al 2027 con opzione) annesso: ne gioca 29 su 31, 28 dal primo minuto. Solo in due occasioni resta fuori. Prima per infortunio, poi per squalifica. Quando scende in campo, morde le caviglie, senza ritrarre la gamba. Gioca con sicurezza. E segna: 5 gol, in totale, a certificare la sua presenza in zona offensiva. "Sono le caratteristiche per poter far parte del gruppo di Gasperini", dice Leardi. La speranza è quello di vederlo presto lì, tra i più grandi. Chissà, magari a fare grande la Roma.

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